“Mancino Naturale”, madre e figlio sul dischetto

C’è un’incredibile attenzione ai sentimenti e alle emozioni non urlate, trattando con tatto e veracità non scontate una storia che vede al centro il rapporto madre-figlio alle prese con il sogno di entrare nel mondo del calcio: è il film “Mancino Naturale” (durata 107′) del 39enne regista romano Salvatore Allocca, già presentato in concorso ad Alice nella Città 2021 nella sezione Panorama ed ora al cinema distribuito da Adler Entertainment. Non è il film “Bellissima” di Luchino Visconti, con Anna Magnani, rivisitato ai tempi d’oggi con la variante concorso cinematografico/provini per la Serie A e bambina/bambino. Qui il perno della storia è il dodicenne Paolo, interpretato da un bravissimo Alessio Perinelli, diviso tra gli allenamenti, la prima cotta, lo studio ed una figura paterna venuta a mancare. Il giovane adolescente non subisce gli eventi: osserva la madre e cerca di andarle incontro attivamente. La mamma Isabella, che ha il volto di una Claudia Gerini qui tanto vera quanto talentuosa, è pronta ad ogni richiesta di chi le promette di far fare il provino che possa permettere al figlio di realizzarsi come calciatore: ma questo desiderio è anche di Paolo? La storia si disvela piano, piano negli incontri: ora col datore di lavoro della madre (Vittorio, interpretato da Luciano Scarpa); ora coi nonni Maria (Katia Ricciarelli) e Gerardo (Alessandro Bressanello); ora col millantato talent scout/agente sportivo Marcello D’Apporto (Massimo Ranieri); ora con la piccola Valeria (Siria Simeoni); ora con l’amico del papà, Mario (Stefano Scandaletti); e, infine, col vicino di casa Fabrizio (Francesco Colella), il vero mentore del racconto. Questo procedere graduale alla conoscenza dei fatti e del carattere dei due protagonisti, madre e figlio, dona al film una bellezza disarmante, accresciuta dal fatto che, nonostante si racconti di una quotidianità difficile di periferia col problema di riuscire ad arrivare a fine mese, non ci si imbatte in toni strappalacrime, ma nella vita reale che alterna spensieratezza e sorrisi alle difficoltà da superare. Madre e figlio sono sul dischetto pronti a tirare il rigore capace di cambiare le loro vite, ma è quello che darà loro gioia? “In Italia un bambino su cinque tra i 5 e i 16 anni gioca a calcio nel circuito della Figc, sperando di diventare il nuovo Totti o Del Piero – sottolinea la produzione Emma Film e Promenades films, con Rai Cinema -. A volte, ancor più che i ragazzi, sono i genitori i più accaniti perseguitori dell’obiettivo, e pur animati dalle migliori intenzioni, capita che perdano di vista i limiti di intervento nelle vite dei figli o che cadano vittime di ciarlatani e approfittatori. Infatti, solo uno su 5mila riesce a sfondare, lasciando gli altri 4999 nell’anonimato”. Girato tra Roma, Latina e Vicenza, “Mancino Naturale” è stato sceneggiato dallo stesso regista assieme a Emiliano Corapi, Massimo De Angelis e Simone Lenzi, con grazia e competenza: offre una finestra sul mondo di illusioni calcistiche, aprendo lo sguardo all’amore e all’intesa di madre e figlio, in una chiave diversa dai luoghi comuni tipici italiani.

You May Also Like

“Tutti amano Jeanne”, Céline Devaux prova a raccontare la depressione con infinita leggerezza

Karawan Fest, abbatte i muri con i film e il sorriso

Carlos Eichelmann Kaiser, una toccante storia di accettazione e comprensione

I registi Beronio e Tafuri in un viaggio attorno al teatro guidati dal filosofo Sini