Quando sul palcoscenico gli animatori si trasformano in attori di impegno civile con una vena surreale

Quando sul palcoscenico gli animatori si trasformano in attori di impegno civile con una vena surreale

Li conosci per nome, ti danno del tu, sono giovani, intraprendenti e sempre sorridenti; ogni estate ti propongono attività sportive, musicali, goliardiche, di gruppo; alla fine delle vacanze ci sono tanti abbracci e attestati di stima, ma poi cosa resta? Gli animatori cosa faranno da grandi? In molti sognano la carriera di Fiorello, ma quanti riescono ad affermarsi? Alcuni studiano per diventare medici, mentre altri per fare la guida turistica, ma se la loro strada fosse diversa inconsapevolmente? In Cilento, in questo momento, lavorano, in un team targato Style Animation, sette giovani – Angelo, il coordinatore, Manuel, il suo vice, e poi (in ordine sparso) Francesca, Isabel, Nicol, Umberto e Daniel – che forse stanno muovendo i primi passi in un mondo che può essere il loro futuro: il teatro. Vari sono gli show che presentano, ma due fanno la differenza: “La morte del figlio” e “W il Sud”. Questi due spettacoli si smarcano dal resto delle proposte, il primo per la forma ed il secondo per il contenuto. “La morte del figlio” è metateatro, è surreale, è di impronta pirandelliana; ci sono sei personaggi in balia di un regista che deve dare il ritmo e la veste giusti ad un testo che non è mai abbastanza e di cui il pubblico si sente partecipe al punto che alcuni che assistono non sanno fino a che punto il dialogo che si istaura con gli spettatori sia improvvisato o preparato. “W il Sud” è, invece, uno spettacolo che racconta la bellezza di un territorio che è vitale ed accogliente, ma al tempo stesso violentato dalla criminalità, uno spettacolo che si fa denuncia, testimone ed inno. Questi sette animatori si mettono a nudo e si raccontano sul palco, dimostrandosi talentuosi attori ed attrici, ma anche scenografi, coreografi e costumisti, e, nel caso di Angelo, anche regista. Forse domani Manuel, che ha una voce radiofonica, si affermerà come dj, mentre Francesca realizzerà il suo desiderio di diventare medico. Però, probabilmente, un giorno calcheranno un palcoscenico illustre, magari al fianco di altri attori e attrici, o, forse, proprio in questa formazione, e porteranno in scena la loro già inconfondibile cifra di teatro civile, con una vena surreale.