“Frankie e le creature dimenticate”, la tenera fiaba di Halloween

“Frankie e le creature dimenticate”, la tenera fiaba di Halloween

È un’alchimia tenera e dolce quella che si sprigiona dal film di animazione “Frankie e le creature dimenticate” di Steve Hudson, che è approdato al cinema il 15 ottobre distribuito da Vertice 360. È la rivisitazione del mito di Frankenstein; è un’avventura costellata di amicizia, del desiderio di sentirsi amati e del coraggio di trovare il proprio posto nel mondo. “Non appena abbiamo letto il meraviglioso libro per ragazzi di Guy Bass (illustrato da Pete Williamson), abbiamo capito che dovevamo trasformarlo in un film”, è così Hudson ha fatto centro. Con la co-regia di Toby Genkel, la direzione dell’animazione affidata a David Nasser e le musiche di Nick Urata, il regista e sceneggiatore Hudson racconta con leggerezza e un pizzico di comicità una storia “mostruosamente” bella, nata per i piccini, ma adatta a tutte le età. I protagonisti – soprattutto Frankie-Testa-Cucita, il suo “migliorissimo” amico Creatura e la piccola “umana” Arabella – conquistano con i loro colori vivaci, la loro genuinità e la loro purezza. Il film parla di paure e, al tempo stesso, del coraggio che viene fuori quando si tratta di aiutare chi si vuol bene. “Frankie e le creature dimenticate” è uno di quei film che si vede e si rivede, in questo caso perché si vorrebbe che dallo schermo quei “mostri” buffi e meravigliosi entrassero a colorare la nostra quotidianità. L’opera è un mix vincente di forma e contenuti, tra questi anche quello della ricerca dell’affetto e delle attenzioni di un genitore. Profondo è il messaggio di inclusione ed amore vero verso il prossimo e verso chi è diverso da noi. “Frankie e le creature dimenticate” è una fiaba, incanta ed ha toni da musical che arricchiscono la qualità dell’opera. …Ed è così che il castello noir sulla vetta di una ripida montagna, casa dei “mostri”, si trasformò da tetro in uno scrigno infinito di bontà.