Patrizio Pirrone: aiutare senza confini con le note di Easypop

Una vita fatta di musica nel segno dell’altruismo. È la storia di Patrizio Pirrone, il batterista 36enne dei Castelli Romani che con Gianluca Fiorentini (piano, sintetizzatori, voce), Viola Fiorentini (voce), Angelo Zottino (basso), Franco Gatta (chitarra), Alessandro Raparelli (tromba) e Gabriele Borro (sax) gira in tournée portando il sorriso delle note e di un aiuto concreto attraverso un jukebox che raccoglie le offerte per le buone cause. Da poche settimane il gruppo ha dato vita all’organizzazione di volontariato “VibrAzione” (www.vibrazione.org), il cui scopo è quello di sostenere le famiglie e i minori in difficoltà, in seguito al conflitto sul territorio ucraino e non solo. Dal primo aprile è in radio la canzone scritta nel 2019 per il popolo ucraino, un vero inno di pace per tutto il mondo: “Terra di Libertà” (“Земля свободы”) il cui video è sottotitolato in ucraino.

Patrizio, come nasce la canzone “Terra di Libertà” (“Земля свободы”)?

È nata dai tantissimi viaggi fatti per volontariato. Abbiamo iniziato a fare volontariato nelle terre contaminate di Chernobyl, portando cibo incontaminato nelle scuole di Chernobyl perché i bambini nelle scuole mangiavano cibo autoprodotto, quindi contaminato dal fall-out (pioggia radioattiva) del 1986. Purtroppo, quelle terre soffrono la contaminazione da lunghissimi anni. Da questo volontariato abbiamo deciso anche di fare un tour di concerti, ‘Basta una canzone Live concerts inChernobyl’. Siamo il primo gruppo nella storia che ha suonato nelle terre contaminate di Chernobyl portando gioia attraverso la musica. Da questa esperienza è nata la voglia di dire: doniamo una canzone a questo popolo, tenendo presente tutto il mondo. Questa canzone è del 2019, però paradossalmente è attuale. Questo popolo ci ha sempre rimesso tantissimo tra la guerra del Donbass e la rivolta che ci fu a Maidan, così ho deciso – perché il testo l’ho scritto io interamente, tornando sul treno da Kiev, mentre la musica è del maestro Gianluca Fiorentini, lui è l’arrangiatore – di fare una canzone ispirata a loro, tenendo presente anche la carestia dell’Holodomor (si abbatté sul territorio dell’Ucraina dal 1932 al 1933 causando diversi milioni di morti, ancora oggi le cause e il coinvolgimento dell’Urss e di Stalin in questa carestia sono fonte di discussione, ndr), la carestia che Stalin impose al popolo ucraino perché gli tolse tutti i viveri e da lì appunto nasce il detto ‘i comunisti mangiano i bambini’, perché nel ’32-’33 in questa carestia ci fu anche cannibalismo, perché non avevano più niente da mangiare né da bere. La canzone è un po’ un pot-pourri di cose, ma non canta solo la pace per il popolo ucraino, canta la pace a livello internazionale perché il testo dice appunto ‘meridiani e paralleli abbracciati, terra che confini non avrà’, ma terra non intesa come la terra ucraina, ma la terra del mondo. La mia visione è questa, un po’ come se fosse un ‘Imagine’ di John Lennon dei giorni nostri. ‘Terra di libertà’ è una canzone che noi abbiamo dedicato al popolo ucraino, ma che canta anche nel testo la pace nel mondo, abbiamo voluto specificare che non vogliamo sia una canzone patriottica: non è un inno nazionale, ma è un inno alla pace, ovviamente dedicato al popolo ucraino ma nelle righe della canzone, nel testo, c’è la pace nel mondo. Nel 2019 molti giornali ucraini ci hanno definito come il gruppo italiano che canta la pace nell’Est Europa”.

Il batterista Patrizio Pirrone

Il video è aggiornato o è quello uscito allora?

No, è quello lì, paradossalmente è attualismo. Noi ci siamo ispirati ad una bambina ucraina che si guarda attorno e vede la sua terra martoriata e distrutta, e la musica le indica un po’ la buona via: la musica che salva e che arriva attraverso di noi che siamo dei musicisti vagabondi”.

Dal primo aprile la canzone è di nuovo in radio?

Sì, tra l’altro noi abbiamo donato questa canzone al popolo ucraino, perché quando ho scritto questa canzone io non ho voluto fare una cosa a livello italiano, bensì l’abbiamo messa in distribuzione con l’etichetta discografica più importante dell’Ucraina che è la Moon Records. Loro l’hanno accolta subito quando siamo andati lì in ufficio a fargliela ascoltare e hanno detto che la canzone era un bel messaggio di pace, anche perché poi c’era la traduzione in ucraino sotto da selezionare sul nostro YouTube e la canzone è distribuita appunto dalla Moon Records Ukraine, l’etichetta più importante dell’Ucraina. Con la Moon Records ci sono tantissimi artisti famosissimi dell’Ucraina e noi siamo orgogliosi che la Moon Records abbia accolto questa nostra canzone che in ucraino si intitola ‘Земля свободы’ che significa appunto ‘Terra di libertà’”.

Come vi tenete in contatto con l’Ucraina in queste ore drammatiche?

Noi siamo anche un’associazione di volontariato per questo abbiamo moltissimi contatti. Sto sentendo molti amici e sono felice che la città di Ivankov è stata liberata. Ho ripreso contatti con amici che non sentivo da circa un mese, perché noi in quelle terre – a Ivankov, Bucha, Irpin, Vishgorod -, abbiamo fatto concerti e abbiamo amici, abbiamo fatto conoscenze. A Bucha, questa città che ora è distrutta, ho fatto anche una Masterclass di batteria chiamata ‘La batteria Easypop’. Abbiamo fatto tantissimi concerti in quelle terre ed ora stiamo riprendendo contatti con amici che non sentivamo da giorni e soprattutto stiamo facendo molto volontariato. Abbiamo accolto delle famiglie qui nel nostro paese, a Rocca di Papa, e ci stiamo prendendo cura di loro. Io, in particolare, do ospitalità ad una famiglia intera con tre figli, moglie e marito, più ad un’altra ragazza con una bambina piccola e ad un’altra signora che viene appunto proprio da Bucha e che è tra l’altro anche una giornalista che ci ha fatto molti articoli come Easypop. Sono legatissimo all’Ucraina che conosco come musicista e volontario. Un’altra bella cosa che abbiamo fatto tra il 2019 e il 2020 è quella di portare circa 5 quintali di strumenti musicali nella scuola di Radinka, donati da tutti i musicisti di tutta Italia. Il villaggio di Radinka lo abbiamo a cuore perché è nella zona di Chernobyl altamente contaminata da cesio, bario, stronzio e iodio che sono elementi di fissione nucleare. Il progetto si chiamava ‘VibrAzioni per rinascere’ e consisteva nel donare uno strumento musicale ai bambini. Lì purtroppo non hanno nulla, quindi anche uno strumento che per noi suona scordato, lì suona bene perché lì una nota stonata è una nota positiva. Qui magari un pianoforte è vecchio, invece lì porta gioia e anche un senso di futuro per riempire le giornate che sono isolate in quei villaggi rurali dove non c’è nemmeno la linea Internet; quindi, per un bambino riempire una giornata suonando uno strumento musicale significa viaggiare e sognare con la fantasia, guardare verso il futuro”.

Dall’Ucraina ci arrivano tante immagini di strumenti musicali alle pareti e gente che canta nei rifugi.

Loro hanno il loro strumento tipico che è la bandura, ma sono molto occidentalizzati dalla caduta dell’Unione Sovietica. A Bucha è rimasta una famiglia che sono come fratelli per me. C’è il bambino che si chiama Maxim a cui ho donato la batteria che sogna di diventare un batterista, dice sempre ‘come me’, ma io non sono nessuno. Questo bambino ha passato le giornate di guerra, mentre volavano le bombe sulla loro testa e fuori si sparava, suonando la batteria che io gli ho donato; la sorellina Ania, invece, ha passato le giornate sulla chitarra che le abbiamo donato. Mi mandavano i video mentre suonavano perché loro hanno scelto di non andare via dalla loro terra, hanno rischiato e sono felice che sono tutti vivi mamma, papà, figli e tutti quanti, spero di vederli al più presto”.

In questi dieci anni Easypop come si è mosso?

Con uno spettacolo unico al mondo, che è la storia del jukebox; infatti, lo spettacolo è proposto come ‘Easypop, la storia del jukebox’. Easypop nasce dal progetto di riportare il jukebox nelle piazze al livello fisico e la possibilità di scegliere la canzone sul jukebox come si faceva una volta, ma invece di esserci dei dischi all’interno è il gruppo che suona la canzone; quindi, questo è il nostro punto di forza come spettacolo da cui abbiamo iniziato tutto anche per il volontariato, perché la monetina nel jukebox con noi è un gesto di beneficenza. I soldi nel jukebox li usiamo per la nostra associazione. Il pubblico potrà scegliere di ascoltare da noi una canzone che va dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta, anche con qualche eccezione di musica attuale, noi la suoniamo dal vivo e questo ci permette di vivere come musicisti e fare volontariato. A livello economico dividiamo ma teniamo unite le finalità. Ad esempio, con ‘Basta una canzone Live concerts in Belarus’ chiediamo alle autorità, ad esempio all’Ambasciata italiana, di devolvere una parte del biglietto alle popolazioni che hanno bisogno, in quel caso abbiamo devoluto parte del ricavato agli orfani negli internati della Bielorussia”.

L’associazione “VibraAzione” richiama nel nome la musica e la concretezza di un gesto, mentre il nome Easypop?

Easypop è nato perché noi suoniamo per il popolo, da pop, popolare, ed easy (facile in inglese) perché connota il nostro modo di stare a contatto con il pubblico. La nostra ambizione è quella di non essere mai delle star, di rimanere noi stessi. Il nome del gruppo rappresenta quello che noi siamo”.

Il vostro prossimo appuntamento live?

Per questo mese in provincia di Foggia. Stiamo lavorando a dei tour anche all’estero”.

Devolverete l’incasso all’Ucraina?

Dipende dalle terre in cui andiamo: noi facciamo volontariato nella terra in cui cantiamo, non solo l’Ucraina. L’Ucraina è nel nostro cuore com’è nel nostro cuore la Bielorussia, come è nel nostro cuore l’Africa. Siamo stati ad esempio in Kenya in tour. Il nostro obiettivo è di aiutare senza confini: dove c’è bisogno, arrivare e portare musica e aiuto”.

“Terrà di libertà” (“Земля свободы”) fa parte di un ep?

Sì, che tra l’altro è uscito da poco. È intitolato ‘Paguro Bernardo’ ed è dedicato al nostro mentore che ci ha iniziato nel volontariato che era Massimo Bonfatti. La title track viene dal fatto che lui si rispecchiava in questo crostaceo che vive senza casa. L’ep contiene, oltre a ‘Terra di libertà’ e ‘Paguro Bernardo’, le canzoni ‘Liubov’, ‘Голос Беслана (La Voce di Beslan)’ e ‘Basta una canzone’. ‘Paguro Bernardo’ è il nostro disco ufficiale che invito tutti ad ascoltare”.

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