Gero Riggio, “Trame” di vita per la pace

È sempre in prima linea quando c’è da tendere la mano. Nel 2017 pubblica una mini-fiaba dal titolo “La piccola bicicletta rossa” per “Io scrivo per voi”, un progetto nato per la ricostruzione dopo il sisma che ha colpito il centro Italia il 24 agosto 2016. Nel 2018 con il brano “Svuoto Il Bicchiere”, dedicato a Paolo Borsellino, fa ascoltare la sua voce contro le mafie. Venerdì 18 marzo al Teatro Margherita di Caltanissetta parteciperà a “Sicilia per la Pace”, evento per raccogliere fondi da devolvere ai profughi della guerra in Ucraina. In quell’occasione presenterà il suo nuovo brano “Trame” (etichetta discografica Carioca Records/distribuzione Artist First). È Gero Riggio (o più semplicemente Gero), artista di Mussomeli (CL) classe 1987.

“Trame” è un viaggio di parole e musica dentro sé stessi?

Sì, esatto, come mi piace definirlo, ‘Trame’ è la soluzione di un mio cruciverba. In pratica, ho cercato di scrivere in questo brano una sorta di formula che racchiude quello che ormai è considerato quasi un superpotere, e cioè scacciare via la paura della solitudine. In questa mia canzone ho cercato di raccontare l’importanza di non rimanere soli per poter affrontare la vita di tutti i giorni, con la necessità di coltivare le attenzioni verso chi ci fa sentire bene, nonostante magari molte volte la nostra fragilità tende ad allontanarci. Mai come in questo momento, dopo due anni di pandemia che praticamente ci ha abituati un po’ a rimanere da soli, ho pensato che riscoprire un po’ questi sentimenti, questa particolarità, poteva essere il messaggio giusto da inserire in questa canzone. È questo il senso di ’Trame’”.

Il brano lo ha composto assieme a Giuseppe Milia (chitarre acustiche, elettriche e basso), con la partecipazione di Sebastiano Valenza (alla batteria e alle percussioni) e di Leonardo Curiale (al piano, hammond e synth). Cosa la lega a questi musicisti?

Oltre ad essere dei bravissimi musicisti – tra l’altro, ognuno di loro, parallelamente al mio progetto, porta avanti dei progetti con delle band tra le più rinomate del panorama siciliano -, ci lega ovviamente una bellissima amicizia, soprattutto con Leo Curiale che non solo è un musicista straordinario, ma è anche il mio produttore artistico, nonché il mio arrangiatore. Quindi con lui ormai ci lega una collaborazione, un’amicizia che dura ormai quasi da quindici anni, quindi, scherzosamente, mi piace definirci come il duo moderno Battisti-Mogol, una formula che tra noi due funziona bene, e spero che continui per tantissimo tempo”.

La canzone “Trame” la farà ascoltare per la prima volta live sul palco di “Sicilia per la Pace”. Perché è importante essere in prima fila per l’Ucraina?

Questa è una domanda molto particolare e quasi io non vorrei nemmeno rispondere, perché penso che nel 2022 parlare di guerra ci fa fare un salto nel passato di almeno ottant’anni. Poi, vedere quelle immagini, quella devastazione di quella gente che scappa e fugge dal proprio Paese perché c’è qualcuno che militarmente sta distruggendo tutto quello che magari hanno costruito nella loro vita – e non so per quale ragione oppure quale ragione valida ci potrebbe essere per usare la violenza sui civili -, penso che sia davvero una cosa vergognosa, una pagina davvero molto triste. Quindi, cercare di esserci, di dare una mano, di essere solidali nei confronti di questa gente che comunque scappa dalla propria città e si ritrova in un altro Stato di cui non conosce la lingua o non conosce alcun tipo di persona, penso che sia una cosa molto valida, soprattutto per noi che possiamo mettere a disposizione quello che abbiamo che sono le nostre canzoni, la nostra voce; e la gente, che viene a sentirci, viene a vederci, contribuisce con l’acquisto del biglietto. Quindi, è questo il senso di questo concerto che faremo insieme a tanti altri artisti bravissimi. Spero che iniziative del genere possano nascere una ogni giorno, perché c’è davvero bisogno di un sostegno economico verso questa gente”.

Cosa significa per lei solidarietà in musica?

Per me significa tutto. Perché come ripetevo, noi non siamo solo cantautori, cioè degli artisti che propongono musica, ma siamo anche portatori secondo me di messaggi. Abbiamo una sorta di responsabilità addosso che è quella comunque dettata dalla nostra posizione di rilievo, magari nei confronti di tanta gente che ci segue per quello che facciamo, abbiamo questa responsabilità civica, mi piace definirla responsabilità civica. Quindi, secondo me, dare una mano, contribuire a livello solidale per queste iniziative, penso sia una cosa molto importante. Noi dobbiamo cercare sempre di veicolare messaggi positivi, messaggi belli, messaggi che comunque mirano sempre alla bellezza, quindi, io quando ho possibilità cerco sempre di mettermi a disposizione del bene comune, nel mio piccolo, ovviamente”.

Ha in procinto un album che conterrà “Trame”?

Ci stiamo lavorando. Stiamo lavorando a tante altre canzoni che io reputo importanti come ‘Trame’. ‘Trame’ è stata l’inizio di un nuovo percorso, un percorso che è iniziato in questi ultimi due anni. Dopo aver pubblicato due anni fa il mio album, subito mi sono rimesso in discussione, ho studiato, ho cercato di capire come poter magari alzare l’asticella nei miei testi, nelle mie composizioni e sono nate devo dire delle canzoni molto importanti. Quindi, spero che possano essere inserite in un album o in un ep di prossima uscita. Sto facendo di tutto per riuscire in questo obiettivo”.

Le auguro anche un tour per quest’estate.

Assolutamente sì, perché credo che suonare dal vivo la propria musica sia una delle emozioni più belle, poi soprattutto per chi scrive canzoni non c’è cosa più bella che comunque avere questo contatto con il pubblico, un contatto diretto, ed è la cosa che sinceramente mi è mancata di più negli ultimi anni. Spero che questo concerto di ‘Sicilia per la pace’ possa dare il via a una serie di eventi, a una serie di concerti, che mi possano vedere portare sul palco la mia musica”.

Preferisce essere chiamato artista o cantautore?

Io preferisco essere sempre chiamato Gero, con il mio nome, perché così riesco sempre a portare me stesso. Indipendentemente dalle etichette artista/cantautore, io sono Gero che prova a scrivere della sua vita, prova a scrivere delle emozioni, prova a scrivere delle sensazioni che spera possano essere da esempio per gli altri oppure canzoni in cui gli altri possano ritrovare magari delle risposte che cercano”.

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