Feyra: messaggero di ottimismo con le sue note colorate senza paraocchi

Il lockdown ha segnato una svolta per Feyra, nome d’arte di Biagio Marino, artista agrigentino che è da poco uscito con “Complesso di inferiorità”, singolo che segna un nuovo inizio da solista, ma sempre accompagnato da Alberto Perez, Adriano Clementi, Francesco Nicolosi, Alfonso Barba e Alessio Russo, che sono da sempre la sua band.

Qui si può ascoltare l’intervista

Biagio, il nome Feyra era della tua band ed ora è solo tuo? E cosa significa?

La prima band che ho fondato si chiamava ‘Siciliano Sono’, poi abbiamo cambiato il nome in Feyra. Adesso sono un solista, ma mi accompagnano sempre i ragazzi. Il nome è l’acronimo dello spagnolo ‘feliz y radiante’, cioè ‘felice e raggiante’, che è il mio modo di fare musica, di trattare temi che devono portare sempre positività e mai malinconia. Prima dell’arrivo della pandemia ho girato in lungo e largo la Sicilia, l’Italia e sono stato anche all’estero, dove portavo uno spettacolo incentrato su un genere musicale che spaziava dalla patchanka al reggae, alla cumbia, allo ska, alla rumba. Il cambiamento è avvenuto proprio durante il lockdown: paradossalmente mentre fuori si viveva la costrizione, qui a casa io ero libero e ho scritto in maniera diversa. Ho cominciato ad arrangiare in maniera diversa. Ho inserito anche suoni più elettronici. Tutto si è evoluto. Per me il lockdown ha segnato il punto di svolta con il singolo ‘Complesso d’inferiorità’. Si chiude un capitolo che ha a che fare con il mio passato artistico, che abbraccia nuove sonorità. Non ho mai avuto paraocchi nella musica“.

Questo è un tuffo nell’itpop?

“.

Il brano “Complesso di inferiorità” hai dichiarato che è nato guardando la tua fidanzata che si disperava per un dolce riuscito male durante il lockdown. Dimmi se lei compare anche nel videoclip diretto da Carla Marchetta e qual è stato il processo creativo alla base di questa canzone e delle allegre sequenze video che l’accompagnano che svelano anche un’immagine della Venere di Botticelli.

No, la mia fidanzata non compare nel video. Il ‘Complesso di inferiorità’ appartiene a tutti, essendo tartassati dal raggiungimento dell’immagine perfetta. Quello che voglio dire è che dobbiamo emanciparci ed essere noi stessi con i nostri pregi e i nostri difetti, non solo fisici, ma anche caratteriali. La Venere di Botticelli è un po’ l’emblema del complesso di inferiorità, non è un’immagine perfetta: gli storici dell’arte hanno ritracciato sette suoi difetti“.

E tu? Quali pregi e difetti ti riconosci?

Pregi? Mi sento una persona molto buona. Difetti? Non ascolto mai abbastanza!“.

“Complesso di inferiorità” è apripista di un album?

Sì, l’album uscirà probabilmente ad inizio 2022. Sarà anticipato da altri tre singoli, uno tra l’altro uscirà quest’estate“.

Misure anti-Covid permettendo, hai in progetto live per la stagione estiva?

Sono in alto mare, ma lo spero con tutto il cuore perché per me il live è un banco di prova“.

Le tue immagini rivelano una chiave di violino tatuata sul braccio: che posto occupa la musica nella tua vita?

Il primo! La musica ti prende h24 e ti aiuta a superare anche ostacoli che sembrano insormontabili“.

Tu sei siciliano, quanto la tua terra calda incide sulle tue note?

Molto, ho iniziato a scrivere canzoni guardando alle mie radici sicule. La Sicilia ti permette di crescere e di apprezzare tutto quello che sta nel mondo. Noi il mondo intero lo abbiamo qui, perché siamo stati dominati da numerose altre culture“.

Il berretto che hai sempre in testa è un vezzo o una necessità?

Probabilmente è il mio ‘complesso di inferiorità’. Ho perso i capelli a 23 anni…

Su Instagram ho visto che ami fare interviste. Provi a farti una domanda che non ti ho fatto e a rispondere?

Tipo Marzullo?! Ecco: Biagio, che ne sarà della tua produzione musicale fra 10 anni? La farò sentire sicuramente ai miei figli e mi vanterò: vedi, papà, che cosa aveva fatto?!“.

Mi lasci con una strofa di una tua canzone che più ti rispecchia in questo momento?

Ti dico la strofa di una canzone che deve ancora uscire: ‘Che cosa fai ora, ti sei bevuta tutto quello che diceva, e ci pensavi ancora, ma non eri quello che voleva’!“.

Grazie di questo inedito…

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