Lo Stato Sociale: stop a moralismi ipocriti e mediocrità

“Noi abbiamo fatto Lo Stato Sociale, siamo persone attente a quello che succede fuori nel mondo, ogni volta che abbiamo l’occasione cerchiamo di raccontare l’universo che ci circonda nelle nostre esibizioni”, i cinque ragazzi di Bologna convincono per melodia, fantasia e impegno. Nella serata delle cover farsi accompagnare all’Ariston da due importanti attori come Francesco Pannofino ed Emanuela Fanelli e da due addetti ai lavori, Toto per le sale cinematografiche indipendenti di provincia e Morris per i live club, è un segnale lodevole per dar voce a tanti che non sono sotto i riflettori e che col Covid stanno perdendo tutto, lavoro e rispetto delle istituzioni. “In pochi secondi – dice Francesco Pannofino – siamo riusciti a mandare un messaggio molto emozionale a chi non lavora da un anno, alle famiglie in difficoltà: è un alito di speranza da Sanremo dove si amplifica tutto. Grazie ai ragazzi che hanno avuto l’idea”. In linea con questo messaggio arriva il titolo del quarto disco di inediti dello Stato Sociale, “Attentato alla Musica Italiana”, che contiene Combat Pop, il brano con cui la band è in gara al 71esimo Festival di Sanremo. “È nato prima il titolo e poi la canzone – raccontano i ragazzi -, è una critica sociale, un ragionamento su ciò che ci circonda: volevamo dare un messaggio ed essere pop, popolari, per cercare di arrivare a più persone possibili. Ma non c’è voglia di prendersi troppo sul serio, il pezzo è divertente. Rappresentiamo la contraddizione di vivere un mondo dove ci sono delle ingiustizie, vogliamo contribuire a cambiare il mondo che ci circonda, cercando di ottenere il meglio. Il problema è la monocultura, cioè che si ha una sola maniera per vestirsi, votare, stare con gli altri. Oggi siamo pieni di condizionamenti, moralismi ipocriti, mediocrità. La gentilezza è fondamentale nel momento in cui la società è isolata e arrabbiata”.

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