Pulli & Ianniello feat Chiara: quando la musica classica incontra vibrazioni elettroniche

La musica per me è stata sempre una passione e anche uno stile di vita perché io ho iniziato quando avevo 11 anni a studiare musica, sono cresciuto con la musica classica, ma ho sempre coltivato anche la mia passione per la musica dance e le novità elettroniche, un mondo che mi ha sempre affascinato. Sono così riuscito a portare avanti questi due mondi paralleli senza dare priorità né all’uno né all’altro“. Gianni Pulli è un entusiasta, 48 anni, originario di Lecce ma fiorentino di adozione, ha la musica nel sangue. Nel suo percorso artistico ha incontrato prima Marco Ianniello, napoletano che ormai vive a Pisa, con cui ha messo su un duo, e poi Chiara Prispoli, di Livorno, che ha aggiunto un tocco di femminilità con la sua incredibile voce. L’ultimo loro brano è “When your love comes true” (BIT Records).

La fusione di Pulli & Ianniello feat Chiara

Gianni, come hai conosciuto Marco e qual è stata la scintilla che nel 2010 vi ha uniti come duo Pulli & Ianniello?

Con Marco ci siamo conosciuti su un forum di musica, scoprendo che avevamo gli stessi gusti musicali. La cosa che ha fatto scattare la scintilla è che lui lavorava su dei miei progetti ed io su dei suoi, così abbiamo scoperto che vivevamo anche nella stessa regione e quindi è stato facile incontrarci e provare a fare qualcosa come duo. È così che abbiamo iniziato a produrre già dal 2010 come duo. Poi, da cinque anni a questa parte, Chiara ha completato il gruppo“.

Qual è il collante caratteriale tra voi tre?

Abbiamo bene o male tutti studi musicali classici, però con sfumature sulla musica elettronica io e Marco, mentre Chiara con delle sfumature di musica pop jazz. Per lei è stata una sfida accettare la nostra proposta di far parte del gruppo, perché avrebbe fatto qualcosa di totalmente nuovo, ma si è buttata, ha colto la palla al balzo e ha detto sì. Si trova bene e adesso produciamo insieme“.

“When your love comes true” (BIT Records) è una canzone d’amore che nasce da un seme autobiografico?

No, è nata in questo periodo di lockdown, quando verso marzo-aprile c’è stata questa improvvisa chiusura e i rapporti con le persone sono cambiati. D’un tratto ci siamo sentiti un po’ isolati, soli, ed è venuto a mancare il contatto d’amore in sé per sé, in senso generale, allora è nata questa canzone che si sta rivelando un bel singolo“.

Come vi inserite nella scena dance italiana?

Il nostro prodotto è degli anni Duemila, ma ha come richiami le caratteristiche della musica degli anni Novanta, che è quella con cui ho passato la mia infanzia e quindi mi è rimasta dentro. A me sembra che la nostra produzione potrebbe andar bene in qualsiasi momento e in qualsiasi parte della giornata, in radio o non, è una musica che si fa ascoltare abbastanza piacevolmente“.

Ho letto che in merito ai progetti futuri per voi è un work in progress, ma qual è il prossimo obiettivo che vi siete prefissi?

Ci sono dei progetti in cantiere che stiamo ultimando. Si tratta di alcuni inediti e anche di un remix di un brano internazionale“.

Sabato 30 gennaio alle ore 17 quale evento online attende i vostri fan?

No, sono io che faccio un’ora di dj-set il sabato e la domenica dalle 17 alle 18. Metto un po’ di musica così per l’aperitivo e fare un po’ di compagnia. Visto che siamo chiusi in casa e ancora non c’è la possibilità di andare a suonare fuori, ne approfitto per fare cose da casa“.

You May Also Like

Alghero Music Spotlight, un faro per i giovani

Moscato di Cordepazze: “Le canzoni sono il distillato della vita”

Psiker, creatività colorata in note

Marco Vezzoso, l’artigiano del jazz che ama suonare Vasco