Natalia Moskal: “Noi donne dobbiamo sostenerci l’un l’altra”

Mi spiazza favorevolmente all’inizio dell’intervista. La prima cosa che mi dice è: “Devo chiedere scusa per il mio livello d’italiano che non è perfetto. È ancora un po’ difficile spiegare le cose in italiano per me, ma sto imparando“. Così umile quanto talentuosa Natalia Moskal, 27 anni, di origine polacca, che ha da poco pubblicato “There is a star” (Fame Art /Agora Digital Music) dedicato alle canzoni che hanno segnato la storia della musica degli anni 50′ e 60′: quattordici tracce il cui strato strumentale è stato riarrangiato in una versione orchestrale dal produttore Jan Stoklosa, servendosi anche dei suoni del vibrafono e della fisarmonica.

Natalia, come ti sei avvicinata al mondo della musica?

Mi sa che avevo 8 anni quando ho cantato una canzone per la prima volta nella mia vita. La mia mamma mi ha chiesto di farlo nella mia scuola elementare. Ho cantato la canzone di Elton John ‘Can you feel the love tonight’. Mi piacque tantissimo farlo, quindi dopo non volevo fare nient’altro perché mi piaceva così tanto che volevo cantare tutto il tempo. Ho cominciato così a cantare nel gruppo alla scuola, etc. Quindi sì mi piaceva tantissimo e sapevo già allora che è la cosa che vorrei fare nella vita“.

Quando ti sei innamorata della cultura italiana?

Circa tre anni fa quando mi sono trasferita a Milano per finire l’università“.

Cosa studiavi?

Lingue straniere, principalmente inglese, però anche francese e italiano. È stata un’opportunità per conoscere la cultura italiana e innamorarsi dell’Italia. Dopo non volevo più tornare in Polonia, quindi adesso vivo a Milano“.

Quali sono le cose che ti piacciono di più dell’Italia?

È difficile perché mi piace tutto. Prima di tutto, il tempo, il sole che c’è quasi sempre, in Polonia abbiamo poco sole. Poi gli uomini direi (ride, ndr) perché sono bellissimi. No, scherzo! Tutto ciò che è italiano è veramente bello, perché io penso che gli italiani hanno questo amore avvolgente per la vita che noi in Polonia non abbiamo. Mi sa che voi sapete come essere felici, come, non so, essere per strada con gli amici, bere il caffè, etc., …È questa leggerezza che il mio paese forse non ha, quindi questo mi piace di più. Ma poi ovviamente tutto, la cultura, l’architettura che è bellissima, il fatto che voi avete il mare e le montagne vicinissimo… Quindi è semplicemente un paese bellissimo da ogni parte“.

Grazie. Ma adesso a Milano lavori come cantante e anche come interprete visto che ti sei laureata in lingue?

Io lavoro nella mia azienda. Ho una casa editrice che in questo momento funziona più in Polonia. Noi pubblichiamo i libri in polacco. Compriamo i diritti dei libri stranieri e li traduciamo in polacco. Spero tra qualche tempo, tra due anni, di cominciare anche a lavorare in Italia, di riuscire a pubblicare qualche libro interessante in Italia, anche se credo che sarà veramente difficile avere un’azienda in un paese non tuo. Quindi ogni giorno faccio questo e poi scrivo anche canzoni e canto. Però è difficile guadagnare abbastanza per vivere con la musica, specialmente adesso che c’è il Covid e non ci sono i concerti: è veramente difficile per gli artisti adesso. Però spero che il prossimo anno o tra due anni ciò possa cambiare, vediamo come va“.

Qual è il nome della tua casa editrice e qual è l’ultimo libro italiano che ti è piaciuto e hai fatto tradurre per la Polonia?

La mia casa editrice si chiama Fame Art, quindi ha il nome inglese, e il libro italiano che stiamo traducendo adesso si chiama ‘Le formiche non hanno le ali’ di Silva Gentilini, una storia sulle difficoltà che le donne devono incontrare ogni giorno. Noi vogliamo pubblicare i libri che sono delle donne oppure che parlano delle donne, forti, interessanti, etc. Il libro che stiamo facendo adesso lo pubblichiamo il prossimo anno. Poi mi è piaciuto tantissimo il libro di Sandro Veronesi, ‘Colibrì’, che ha vinto il Premio Strega quest’anno, io vorrei pubblicarlo, sto parlando con l’agenzia sua per capire se sia possibile“.

Oggi è la Giornata contro la violenza sulle donne, la tua casa editrice mi sembra virata sulle donne: hai un messaggio particolare da lanciare per questa occasione?

Noi donne dobbiamo sempre stare insieme perché anche se ci sono degli uomini che sono persone buone, le donne sempre devono supportarsi l’un l’altra. Mi sa che questo è molto importante. Noi dobbiamo anche sentirci forti dentro, anche se nella vita ci sono sempre difficoltà. Mi sa che noi donne abbiamo anche più difficoltà a volte perché il mondo forse non è abbastanza, non so come dire, equo. Quindi sicuramente dobbiamo essere più forti degli uomini forse. Però se siamo insieme, se ci supportiamo, potrebbe essere più facile per noi“.

Il disco “There is a star” lo hai fatto solo per il mercato italiano, o anche per quello polacco?

Per tutti e due. Adesso c’è la promozione in Polonia e anche in Italia. Però direi che io vivo in Italia e vorrei vivere nel futuro in Italia, quindi cerco di fare dei progetti che sono più italiani, che sono un omaggio per la cultura italiana, per la musica italiana. Spero che il mio prossimo disco possa essere con le canzoni mie, che ho scritto io, ma anche in italiano. Devo dire che questo disco che è uscito adesso è più popolare in Italia. Vedo le reazioni della gente, gli italiani scrivono messaggi e commenti dicendo che il disco piace, e anche i media italiani ne parlano. In Polonia non è che il disco piace così tanto. Quindi forse l’Italia è proprio il posto migliore per me“.

Nel titolo “There is a star”, quella star a cosa si riferisce?

È la title track, una canzone cantata da Sophia Loren nel documentario sulla sua vita (‘Sophia: Ieri, Oggi, Domani’ di Massimo Ferrari del 2007, dove si ricorda che Sophia Loren nel 1970 canta ‘There is a star’ per pubblicizzare il film ‘La moglie del prete’ di Dino Risi, ndr). Il titolo non parla di me, ‘There is a star’ doveva essere la Loren, ma anche tutti gli artisti italiani perché questo disco è un omaggio alla cultura italiana, al cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta e le star sono le persone che hanno cantato queste canzoni prima, perché tutte le canzoni sono delle cover, ‘Mambo italiano’, ‘Tu vuo’ fa’ l’americano’, etc., quindi tutte le persone italiane che hanno creato la cultura, la storia della cultura italiana“.

C’è una traccia tra queste che ami più delle altre?

Sì, ‘Felicità’, mi piace sempre di più, perché mi sembra molto morbida, bellissima, anche scritta in dialetto napoletano, quindi era difficile da cantare, dovevo studiare, dovevo capire cosa significava. Mi ha aiutato tantissimo la mia insegnante italiana, Paola Candeo, che mi ha fatto capire cosa fare con le canzoni. Però ‘Felicità’ è sicuramente la mia preferita“.

Tra le cover che hai fatto fuori da questo disco, c’è “Soldi” di Mamhood: cosa ti è piaciuto di questo brano?

“Sì, ‘Soldi’ ma anche ‘Calipso’ (di Charlie Charles, ndr). Io quando ho sentito ‘Soldi’ mi sono innamorata di Mamhood, della sua musica, lui funziona nel mainstream, è un artista molto popolare, fa pop, però le sue canzoni trattano delle cose veramente importanti, mi sono piaciuti anche i suoi testi che sono profondi, forti e veramente onesti. Quindi per questo ho fatto ‘Soldi’. Poi ‘Calipso’ mi piaceva al livello musicale“.

Come proseguirà il tuo progetto discografico?

Vediamo cosa succede con questo disco. Vorrei cominciare presto a lavorare su materiale nuovo in italiano, vorrei scrivere canzoni mie nuove, sempre in italiano e forse provare a stare in Italia più con la musica, con il mio lavoro e trovare il mio posto qui“.

Quindi il prossimo disco vuole racchiudere le tue canzoni in italiano?

Sì, esatto“.

Ora dimmi del tuo carattere: quali sono i pregi e i difetti che ti riconosci?

Tra i difetti, il fatto che non sono bene organizzata, quindi è difficile per me a volte organizzare il mio lavoro, sono sempre in ritardo con tutto. Poi, il fatto che per me è molto facile diventare triste, quindi quando vedo un po’ di hate (odio) su Internet mi addoloro. Tra i pregi, invece, che sono ambiziosa e per fortuna so che cosa voglio fare nella vita, perché è più facile provare a farlo quando si sa. Io sono ambiziosa, ma voglio anche lavorare sempre tanto, non è un problema per me se ci sono delle difficoltà e si deve lavorare molto“.

In ultimo, qual è la tua massima nella vita?

Ce n’è una che provo a tradurre in italiano: ‘Non ci sono i problemi, ci sono i compiti’, le cose da fare. Io non so chi ha detto questa frase, la so perché una delle mie migliori amiche, Ada Mazurek, me l’ha detta circa sette anni fa e io non l’ho mai dimenticata. Lei è una grande ispirazione per me, viaggia tanto, lavora come filmmaker. Mi ha detto questa frase e io non l’ho mai dimenticata, da quel momento provo a vivere così, a superare tutti i problemi“.

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