Roberta Carrese è un misto di tenacia e dolcezza: racconta la “Terra dei fuochi” in maniera velata

Ci risponde al telefono da una panchina di Roma nel primissimo pomeriggio di questo venerdì ad una settimana dall’uscita in radio e su tutte le piattaforme digitali di “Terra dei fiori” (Rumore di Zona/The Orchard), brano che ha scritto insieme a Marta Venturini, Diego Calvetti e Cristiana Della Vecchia. È Roberta Carrese che nel videoclip (per la regia di Paolo Furente) canta con sullo sfondo il Vesuvio dalle campagne violate del casertano.

Roberta Carrese, da quando ti abbiamo conosciuta a The Voice ad oggi ti senti cambiata?

Assolutamente sì. ‘The Voice’ è stato il mio punto di partenza ovviamente, perché prima sono stata sempre così appassionata di musica e come persona reputo di essere stata me stessa anche nel programma, però ‘The Voice’ mi ha dato quella visibilità giusta, la possibilità di conoscere tante persone, essere in tante situazioni, di avere anche quello che ho oggi. Quindi devo ringraziare ‘The Voice’ per quella che sono oggi. Però sì sono cambiata, sono cresciuta, mi reputo più matura non solo a livello umano ma anche a livello artistico. Sono più consapevole di quello che posso dare, di quello che voglio, di come voglio la mia musica, nonostante abbia tantissimo ancora da imparare e da fare, sicuramente però a oggi sono più soddisfatta di allora, dell’epoca di ‘The Voice’“.

Hai mai più sentito Piero Pelù?

No, Piero Pelù, devo dire la verità, non l’ho mai più sentito dopo il programma, quindi un po’ mi dispiace perché mi ha dato la conferma, non lui, ma il programma in sé, come tanti altri programmi purtroppo, di essere a volte molto televisivi, nel senso che non lascia una vera e propria continuità poi a livello artistico. Soprattutto noi artisti che andiamo lì ad esibirci, molto spesso poi dopo il programma veniamo un po’ abbandonati, sembra brutto però allo stesso tempo a me ha dato una forte spinta per cavarmela da sola e quindi ho detto ok adesso devo prendere quello che mi ha dato questo programma e cercare di trasformarlo da sola e tenermi il pubblico che mi ha seguita. Quindi Piero Pelù in questo non ‘mi ha aiutata’ perché poi durante il programma è stato un bravissimo coach e assolutamente come persona ho un ricordo di lui bellissimo, però dopo il programma è praticamente sparito come tutti gli altri, tutto il resto del team di ‘The Voice’. Diciamo che è stata una bella esperienza finché è durata“.

Non è che quello che sei oggi lo devi molto anche al tuo carattere? Credo tu sia una persona molto tenace…

Sì, assolutamente sì. Poco fa stavo parlando con una persona e ho detto come definirei il mio nuovo singolo, quello appena uscito, utilizzando una parola, io direi ‘cazzimma’. Da noi a Napoli la ‘cazzimma’ è quella cosa che non si può dire poi, quell’avere una tenacia tale che non ti fa mollare mai, nemmeno quando tu stessa vuoi mollare, è qualcosa che abbiamo dentro di noi, una fiamma che non si spegne nemmeno se lo vuoi tu e credo che per me questo sia nel mio carattere, come per tante altre cose. La musica è questa forza che non mi fa mollare per nessun motivo, nonostante sia difficilissimo essere una cantautrice perché non riesco a guadagnare, a vivere di musica, però lo faccio perché proprio è l’unica cosa che mi fa sentire vera e soddisfatta di quello che sono. Quindi sì la tenacia in questo mi è servita“.

Il singolo di cui parli è “Terra dei fiori” che affronta il problema ambientale che affligge la Campania per i rifiuti tossici. Come nasce questa canzone?

È il singolo che aspettavo di scrivere da tempo. Affronta questa tematica però volevo che non fosse pesante, scusami il termine, lo ‘spiegone’ di turno, perché non abbiamo bisogno oggi che qualcuno ci venga a dire che cos’è la ‘terra dei fuochi’. Il mio non è stato l’intento di spiegare che cos’è, ma far vivere a chi conosce la ‘terra dei fuochi’, a chi la vive come me, nel senso che viene purtroppo da queste terre un po’ contaminate, ma soprattutto di spiegarla in maniera totalmente sentimentale, poetica e velata, direi. Quindi ‘Terra dei fiori’ è per me un singolo di cui vado veramente molto fiera, tanto fiera, mi piace tantissimo e sono contenta perché è stata capita da chi la doveva capire. Ho parlato con tante persone della Campania che mi hanno scritto, mi hanno ringraziata per poi aver pubblicato questo pezzo ed è questa la cosa che mi rende più soddisfatta il fatto che sia arrivata a chi doveva arrivare. Non è assolutamente un pezzo di facile comprensione nel senso che non si sa a che cosa è riferito, non è esattamente comprensibile, però è quello che volevo io. Non volevo fare il pezzo sulla ‘Terra dei fuochi’, però ovviamente che fosse comprensibile a chi la conosce“.

Hai detto ‘mi rende più soddisfatta il fatto che sia arrivata a chi doveva arrivare’: ti riferisci ai cittadini campani o alle istituzioni?

Devo dirti la verità che ho pensato a questa cosa, se fare una canzone politica, più in quel verso, o che rimanesse un po’ più velata, per raccontarla in modo più poetico per un cantautore, quindi io oggi spero sia arrivata e che arrivi nel corso dei mesi alle persone che soffrono. I politici sanno benissimo che cosa devono fare, quindi sono certa che la mia canzone se pure arrivi a qualcuno non serva a molto perché abbiamo tante altre testimonianze anche molto più forti della mia. Però io conto in un semplice sorriso o in un’emozione da dare a queste persone che soffrono, che si svegliano la mattina e sanno di non poter cambiare il loro destino fondamentalmente“.

M’incuriosisce che anni fa c’è stata una mostra alla Reggia di Caserta proprio sul concept che la terra dei fuochi potesse diventare la terra dei fiori: hai preso spunto da lì per il titolo?

No, assolutamente. Io ‘Terra dei fiori’ l’ho scelto pensando a questa metafora: il fiore che nasce sul campo bruciato, sul campo contaminato, nonostante questi campi siano nucleari – nel senso vero della parola come dico nel testo, non è tanto per dire, ci sono anche rifiuti nucleari nei nostri campi -, nonostante questo, i fiori continuano a crescerci sopra. Quindi per me ‘Terra dei fiori’ sono i fiori che resistono e continuano a combattere e crescere nonostante sia quella una terra deturpata e violentata dall’uomo. Quindi il messaggio mio finale è che possiamo essere tutti fiori, però non siamo figli dei fiori ma figli dei fuochi, quindi abbiamo una responsabilità proprio noi giovani che abbiamo la responsabilità di cambiare quello che purtroppo in passato è stato rovinato“.

Tu adesso, se non sbaglio, vivi a Roma.

“.

Il singolo che parla del problema che affligge la tua terra d’origine si porta con sé anche un vena di nostalgia?

Ho scelto di trasferirmi a Roma ormai 8 anni fa, quindi un bel po’ di tempo, proprio per cambiare aria in tutti i sensi, sentivo che la mia regione, la mia terra fosse un limite per me che volevo una vita diversa e soprattutto a volte anche mentalmente la nostra regione può essere un po’ più chiusa. Non parlo propriamente di Napoli, parlo più dei paesini, io vengo da un paesino molto piccolo, di mille abitanti“.

Venafro, vero?

Venafro è in Molise e quello è il paese dove sono nata, invece poi il paese dove vivo e vivono i miei genitori si chiama Capriati al Volturno che è in provincia di Caserta. La mia voglia di andar via è stata proprio quella di avere un altro tipo di approccio alla vita, alle persone, di conoscere il mondo insomma. Quindi Roma mi ha aiutata, però, come ho detto prima, per me il mio cuore rimane sempre a Napoli, poi viene Roma. La Campania è la mia famiglia, quindi la nostalgia c’è sempre, però oggi è il momento di conoscere il mondo e quindi di restare ancora fuori. Poi se un domani riusciremo a cambiare le cose tornerò lì“.

“Terra dei fiori” è il quinto singolo di questo 2020. Viene dopo “Smart”, “Vetro”, “Nodo in gola” ed “Effetto speciale”. Faranno tutti parte del tuo primo album?

Esatto. Quest’anno lo concluderemo con l’uscita di un ep, quindi ‘Terra dei fiori’ va quasi a concludere un progetto che è del 2020 e usciremo al massimo con uno o due singoli che andranno a chiudere i singoli già usciti, e quelli inediti andranno in un ep che spero che poi avrà un rilancio nonostante quest’anno sia stato purtroppo difficile per tutti. È stato difficile per me proprio perché è difficile comunicare con le persone quando sono tristi, quando c’è un’ansia, proprio una psicosi collettiva. Quindi speriamo che magari, con l’uscita dell’ep, l’anno prossimo possa essere proprio più facile farlo ascoltare e tornare a lanciarlo un po’, quindi questo è il progetto“.

Quindi l’ep quando uscirà?

Questo non lo so, su questo stiamo lavorando. Speriamo di farlo uscire entro dicembre, la fine dell’anno, in modo da cominciare il 2021 con un nuovo progetto perché siamo già al lavoro su nuove canzoni che vogliamo far pubblicare e uscire nel 2021. Quindi stiamo lavorando affinché possiamo pubblicare, naturalmente digitalmente su Spotify e tutte le piattaforme, non in maniera fisica, questo ep il prima possibile“.

Mi fai dono del tuo sogno nel cassetto?

Allora il mio sogno nel cassetto è molto realistico cioè il senso è che io vorrei davvero vivere di musica ma vorrei farlo semplicemente perché credo che ognuno di noi debba fare nella vita ciò per cui è nato, quello che lo fa stare bene, perché penso che se stiamo bene lo facciamo bene il nostro lavoro. Quindi io penso di voler fare questo e di meritarmi di poter vivere di questo che è il mio più grande sogno. Poi ovviamente conseguente a questo c’è la voglia di rendere la vita dei miei genitori più leggera, di poterli aiutare, di poter fare un lavoro con cui io possa aiutare anche i miei genitori, quindi c’è dietro tutta una voglia di essere d’aiuto, magari non sarà la musica, però spero di riuscire ad avere una vita che possa permettermi di stare bene“.

Ciò che hai detto ti rende speciale. Tu cerchi di alleggerire i tuoi e di farcela da sola nella musica, ma cosa ti dà tanta energia?

Mi sto emozionando, io sono molto sincera. Io credo che la forza principale che mi faccia andare avanti anche in generale nella musica non siano le persone che mi stanno intorno, i musicisti, nessuno di loro, ma soltanto mia madre. Mia mamma è veramente quando uno dice la prima fan, lei è l’unica che h24 pensa al mio lavoro e alla mia musica più di me. Io a volte non ci penso assolutamente a suonare, scrivere, lei è l’unica che quasi lo fa al posto mio, mi dà degli input quotidianamente, mi dice che devo fare questo nonostante sappia che io purtroppo per vivere devo fare altro. Lei vorrebbe darmi tutto quello che mi serve per non poter fare altro e invece c’è questa continua ‘sfida’ tra noi: secondo lei io ce la farò, secondo me io non ce la farò e quindi diventa per me una forza costante lei. Tra l’altro, in questo ep ci sarà una canzone dedicata a mia madre che si chiama ‘Annamaria’ proprio la canzone, quindi dietro ci sta anche appunto questa dedica che meriterà, perché lei è la forza poi di tutto“.

Dolcissimo. Gliel’hai già fatta sentire?

Sì, lei già l’ha ascoltata tra l’altro a un concerto. Quindi gliel’ho presentata davanti a tutti. Lei era lì nel pubblico e io gliel’ho presentata direttamente davanti a tutti. Non l’aveva ascoltata prima“.

Questa sorpresa risale a quest’estate o ancora prima? Quando l’hai scritta questa canzone?

Questo pezzo risale a un anno fa, gliel’ho fatto ascoltare il 26 dicembre, Santo Stefano dell’anno scorso. Mi ricordo questo concerto in Umbria dove lei venne proprio perché era Natale e stavamo tutti insieme. Questa canzone la porto nel cuore e non vedo l’ora di farla“.

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