Immaginare un futuro geopolitico nuovo riascoltando “Dalla”

Raccontava Lucio Dalla (Bologna, 4 marzo 1943 – Montreux, 1 marzo 2012): “Futura nacque come una sceneggiatura, poi divenuta canzone. La scrissi una volta che andai a Berlino. Non avevo mai visto il Muro e mi feci portare da un taxi al Checkpoint Charlie, punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest. Mi sedetti su una panchina e mi accesi una sigaretta. Poco dopo si fermò un altro taxi, ne discese Phil Collins che si sedette nella panchina accanto alla mia e anche lui si mise a fumare una sigaretta… Mi venne la tentazione di avvicinarmi a Collins per conoscerlo, per dirgli che ero anch’io un musicista. Ma non volli spezzare la magia di quel momento. In quella mezz’ora scrissi il testo di Futura, la storia di questi due amanti, uno di Berlino Est, l’altro di Berlino Ovest, che progettano di fare una figlia che si chiamerà Futura” (testo da Metropolitan Magazine). Non è certamente un caso che è stato scelto il 9 novembre, anniversario della caduta del muro di Berlino, per la presentazione dell’uscita rimasterizzata di “Dalla”, 33 giri di 8 brani che uscì nel settembre del 1980, un mese dopo la bomba alla stazione di Bologna. Il lato A conteneva “Balla balla ballerino”, “Il parco della luna”, “La sera dei miracoli” e “Mambo”; il lato B “Meri Luis”, “Cara”, “Siamo dei” e, appunto, “Futura”. Da venerdì 13 novembre sarà disponibile il cofanetto “Dalla – 40th Anniversary” in doppia versione: CD + booklet 24 pagine; e LP 180gr (2000 copie numerate a mano) + foto + libretto 12 pagine.

Il tecnico del missaggio Maurizio Biancani racconta nel booklet: “La musica che scaturisce dai nastri analogici originali registrati e mixati al Castello di Carimate, magistralmente, dal sound engineer Ezio de Rosa e dal produttore Alessandro Colombini, è perfetta sotto tutti i punti di vista, tecnica e artistica. La trasposizione digitale a 192 khz /24 bit ha permesso di conservare la purezza e originalità dei suoni dell’epoca e le mie macchine da mastering, assolutamente analogiche, se possibile gli donano ancora più calore e carattere”. Questa raccolta, che arriva dopo il successo già ottenuto con la pubblicazione della riedizione degli storici album “Come è profondo il mare” e “Duvudubà”, è accompagnata da un libretto con interviste redatto da John Vignola e le fotografie della fotografa Camilla Ferrari (che non ha mai conosciuto di persona Dalla), scattate nella città di Bologna, oltre all’uscita di un video inedito  del brano “Futura”, diretto da Giacomo Triglia.

Felice dell’entusiasmo che ancora oggi le canzoni di Lucio Dalla suscitano in giovani come Camilla Ferrari e Giacomo Triglia è l’erede Daniele Caracchi che, in conferenza stampa streaming, annuncia che stanno lavorando a nuovi inediti. In particolare, a marzo 2021 è possibile che uscirà una raccolta di materiale dal 1965 al 1970, mai pubblicato prima d’ora, e che ci saranno grandi festeggiamenti per gli 80 anni di Lucio Dalla il 4 marzo 2023.

Ora riascoltiamo “Dalla”. Ricky Portera, collaboratore di Lucio per 33 anni (“Ho cominciato con Lucio Dalla il 27 dicembre 1977”) e chitarrista di questo album, sottolinea che “questo è il disco della solitudine, dell’intimità di Lucio”. Per il giornalista Marino Bartoletti (che a breve darà alle stampe “La cena degli dei” per la Gallucci editore dove racconta di un Enzo Ferrari che, stanco di stare sempre solo, ha voglia di invitare a cena i grandi personaggi che ha conosciuto o solo sfiorato e tra questi anche Lucio Dalla), è un “disco dalle profonde venature di malinconia”. In punta di piedi, suggerirei di abbassare le luci e godersi la voce e le note di Lucio Dalla per trarre ispirazione per un domani che la pandemia costringe a orizzonti nuovi e inesplorati per un futuro che sia di vera pace, solidarietà e sostenibilità. La musica di Lucio Dalla può essere ancora la colonna sonora che sprona a cambiamenti sostanziali per migliorarsi.

You May Also Like

Alghero Music Spotlight, un faro per i giovani

Moscato di Cordepazze: “Le canzoni sono il distillato della vita”

Psiker, creatività colorata in note

Marco Vezzoso, l’artigiano del jazz che ama suonare Vasco