“Egosistema”: più poesia nel nuovo album di Maldestro

“Non so chi sia Anna. Una ragazza in stazione fumava la sigaretta col cappuccio. I suoi tratti e la sua mano sul viso mi avevano letteralmente colpito. Aveva negli occhi qualcosa di misterioso”: è profondamente poetica l’anima di Maldestro. È in metropolitana a Napoli e viene colpito dalla vista di una giovane a cui dà il nome Anna semplicemente perché “è uno dei nomi che più suona meglio”. Nasce così il brano “Anna se ne frega” tra le 11 tracce – undici come il giorno in cui è nato, 11 marzo 1985 – dell’album “Egosistema”(Believe), in uscita venerdì 16 ottobre. A distanza di due anni dall’ultimo lavoro in studio, Maldestro, al secolo Antonio Prestieri, incide “un disco asciutto, dando più peso alle parole”. Il cantautore non sta rinnegando quanto fatto prima, ma oggi è “più diretto”. Questo modo di porsi non è frutto di una riflessione nata durante il lockdown, come precisa in conferenza stampa streaming l’album lo ha scritto prima del Covid-19. “Nel periodo di quarantena non ho messo una nota. Ho scritto racconti e il mio primo romanzo”. In particolare, dice di aver messo su carta una storia su un futuro prossimo dove arriveremo a relazionarci solo con grandi ologrammi. Di questa emergenza sanitaria a preoccuparlo è il “futuro sociale”. Intanto, si va avanti e il giorno dell’uscita del disco terrà un esclusivo showcase piano e voce a Napoli (presso il The Spark Hub di Piazza Bovio 33, alle 18 – aperto al massimo per 20 persone con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti), intervallato da un dialogo col giornalista Federico Vacalebre.

Non sappiamo se per Maldestro l’arte è una via di salvezza, ma di sicuro per lui va “sempre alimentata”. In copertina del disco si presenta senza abiti. “Dovevo essere completamente nudo, ma per vari motivi di censure non è stato possibile, così ho deciso di autocensurarmi io. Ho chiamato Dario Sansone, leader di un gruppo campano (Foja, ndr) e disegnatore della ‘Gatta cenerentola’ ed ecco il risultato di cui sono molto più contento”. In questo album Maldestro mostra il suo lato interiore più intimo. “Mettersi a nudo vuol dire prendere più cazzotti, ma l’anima non ne risente. L’ego è parte fondamentale dell’essere umano, ma non bisogna credere di essere i migliori di tutti perché senza gli altri non andiamo da nessuna parte”. I titoli delle canzoni sembrano tormentati – da “Precario equilibrio”, a “Pezzi di me”, passando per “Il panico dell’ansia” e “Paranoie” -, ma l’accettare le proprie fragilità per Maldestro significa “stare bene con se stessi”. Sesso e amore? “Sono le cose più belle del mondo, la rovina è che non se ne parla, se se ne parlasse di più sarebbe meglio”. “Egosistema” squarcia dentro: da mettersi le cuffie e farsi trascinare.

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