Viaggio illuminante tra gli “Impressionisti segreti”: un docufilm racconta la mostra di Palazzo Bonaparte a Roma in maniera totalizzante

Sono stati i primi ad interrompere secoli di immobilismo nell’arte in nome della libertà, infrangendo i codici del passato. Hanno cercato di catturare l’istante con la diffrazione della luce e la diffusione del colore. Da un titolo di una tela – “Impressione, levar del sole” di Claude Monet – si individuò il nome che li contraddistingue: “Impressionismo”, un nome così indefinito da conservare l’indipendenza di artisti che condividono le stesse idee. Il loro dipingere en plein air si fa tecnica e al tempo stesso sensibilità nuova verso tutto ciò che li circonda. Nel 1874 si presentano ufficialmente al mondo ma la loro anima parla al cuore di tutte le generazioni successive in maniera calda e armoniosa ancora ora. Per la legge del contrappasso, rifiutati da Napoleone III, oggi vengono accolti a Palazzo Bonaparte in Roma. Fino all’8 marzo è aperta la mostra “Impressionisti segreti”. Un docufilm diretto da Daniele Pini – al cinema solo il 10, 11, 12 febbraio -, prodotto da Ballandi e Nexo Digital, racconta la rivoluzione artistica del movimento attraverso i cinquanta tesori esposti a cura del Gruppo Arthemisia e provenienti da collezioni private. Fanno da guide le due curatrici della mostra: Claire Durand-Ruel, storica dell’arte esperta di Camille Pissarro e pro-nipote del celebre mercante d’arte Paul Durand-Ruel che per primo ebbe fiducia nella forza degli impressionisti al di là dell’opinione coeva a loro contraria; e Marianne Mathieu, esperta di Berthe Morisot e direttrice scientifica delle collezioni del Musée Marmottan Monet di Parigi. Alle loro voci si uniscono quelle di diversi esperti per punti di vista originali: gli storici dell’arte Alain Tapié e Sergio Gaddi, la scrittrice e saggista Melania Mazzucco, il fotografo e regista Fabio Lovino, l’artista Giuliano Giuman e il collezionista Scott Black. Il docufilm è un viaggio totalizzante e ricco di spunti, da Monet al puntinismo, che dona un posto in prima fila per ammirare opere inedite.

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