Nek, quando la voce si riappropria della scena

Spazio alla musica nel tour di Nek. Sembra una cosa ovvia, ma oggi non lo è. Circondati da coreografie e video wall, nei live i cantanti spesso danno più importanza al contorno, allo spettacolo, all’immagine che alle note e alla voce. Nek si distingue in questo. Ha debuttato con “Il mio gioco preferito – European tour” all’Auditorium Parco della Musica di Roma che gli ha regalato un’acustica perfetta. Le sue canzoni sono state valorizzate da una band importante: Emiliano Fantuzzi (chitarre e tastiere), Luciano Galloni (batteria) e Max Elli (chitarre), solo la giovanissima Silvia Ottanà (basso e synth) deve ancora un po’ crescere. Senza alcuna pausa, Nek ha cantato per due ore, per circa 30 brani in scaletta: da hit come “Laura non c’è” e “Se io non avessi te” ai brani contenuti nell’ultimo album di inediti, “Il mio gioco preferito – parte prima” (distribuito da Warner Music Italy). La sua voce è stata sempre perfetta, mai una sbavatura. Un cantante vero. E il pop lascia il posto al rock.

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