“Mi fanno male i capelli”, il delicato ritratto di una donna diviene un omaggio alla settima arte

Alba Rohrwacher e Filippo Timi sono i protagonisti di un delicato e struggente passo a due in “Mi fanno male i capelli” di Roberta Torre, in Concorso alla Festa del Cinema di Roma e film già al cinema (dal 20 ottobre), distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. Il titolo è una celebre frase da “Il deserto rosso” di Michelangelo Antonioni, pronunciata da Giuliana interpretata da Monica Vitti. Ed è proprio l’attrice dalla sensuale voce roca ad essere il “sostegno” dell’altra Monica, interpretata da Alba Rohrwacher, che, colpita dalla sindrome di Korsakoff, che comporta confusione e perdita di memoria, si aggrappa alla vita, alla sua vita, e al suo amato marito Edoardo, che ha il volto di Filippo Timi, attraverso i ruoli della Vitti ed i suoi film.

Ho l’impressione di scordarmi ogni giorno qualcosa” è la frase che la Valentina/Vitti pronuncia ne “La notte” di Antonioni e che la Monica/Rohrwacher ripete a se stessa e all’uomo che ama, intrecciando con lui un nuovo modo di guardarsi ed intendersi attraverso i personaggi che hanno reso celebre Monica Vitti. In questo gioco di ruoli e in questa proiezione e nuova rappresentazione di se stessa, Monica/Alba prova a dare senso al suo nuovo presente senza ricordi. La pellicola scorre in un dolceamaro di tenerezza tra il nuovo approccio alla vita di lei ed i problemi economici di lui, che rappresentano un continuo agguato al nuovo equilibrio della coppia, perché sembrano pronti a destabilizzare ulteriormente la situazione già precaria tra lui e lei. Pochi gli altri personaggi che appaiono nel film, seppure interpretati da bravi attori come Alessandro Averone, Marina Rocco ed Elio De Capitani, perché in primo piano ci sono volutamente le emozioni ed il travaglio interiore di Monica/Alba ed Edoardo/Filippo, e non è un caso nominarli così, perché le loro interpretazioni sono straordinariamente autentiche, vere ed incredibilmente empatiche. Oltre loro due ci sono solo la grande Monica Vitti (assieme ad Alberto Sordi) con cui Monica/Alba si costruisce e ricostruisce un’identità, i bellissimi abiti che quest’ultima indossa, firmati da Massimo Cantini Parrini, la suggestiva colonna sonora del maestro Shigeru Umebayashi e l’immenso tributo d’amore al cinema da parte di una cineasta che non finirà mai di sorprendere, la visionaria Roberta Torre, qui estremamente elegante e raffinata nelle accurate scelte stilistiche.

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