“Karate man”, la forza di non arrendersi

Profuma di riscatto il film “Karate man”, appena uscito al cinema. Attraverso il sudore dello sport, che è soprattutto disciplina, viene evidenziato il coraggio di provare a superare gli ostacoli dell’esistenza. “È la rivincita sulla vita di un bambino colpito da una malattia a soli dieci anni. Un bambino che si era chiuso in se stesso privandosi di tutto, perché si sentiva diverso dagli altri – dichiara nelle note di regia il cineasta Claudio Fragasso che, tra i tanti film diretti, nel 1995 firmò ‘Palermo Milano – Solo andata’, pluripremiato ai David di Donatello –. Ma poi, attraverso la conoscenza di uno sport nobile e antico come il karate, si rialza diventando un esempio per tutti quelli che, come lui, si sentivano esclusi. Superando ogni aspettativa, entra nelle competizioni europee e mondiali diventando un campione. Anche se la storia è di fantasia, è stata ispirata dalla vita vera di Claudio Del Falco, il protagonista del film. Se lo sport può aiutare a vincere le paure e le limitazioni di chi è affetto da problemi di salute raggiungendo anche traguardi impensabili, questo è un messaggio positivo che deve essere veicolato a tutti”. Claudio Del Falco, figlio d’arte (la madre, l’attrice Olimpia Cavalli, è stata diretta, tra gli altri, da Federico Fellini, Roberto Rossellini e Luchino Visconti) continua a rimettersi in gioco come attore e sportivo, aggiungendo un’altra bella storia edificante ai suoi tanti film che raccontano la passione per le arti marziali. Questa volta al suo fianco nel cast c’è un convincente Stefano Maniscalco, karateka italiano che, tra i titoli conquistati, vanta quello di campione del mondo per due edizioni Seniores e quello di campione d’Europa per cinque volte. Ad interpretare Claudio Del Falco da bambino c’è il bravo Niccolò Calvagna. Prodotto da Alberto De Venezia per Ipnotica produzioni, “Karate man” merita di essere visto per quel sapore agrodolce dato dalla forza di non arrendersi di fronte alle tante difficoltà.

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