Quando il particolare si fa universale: Tv2000 porta in scena la Sicilia che parla a tutta l’umanità

Ci sono dei nomi che sono caratterizzati dalla propria connotazione geografica ma valicano quei luoghi fino a divenire patrimonio universale. Tra questi ci sono i siciliani Giovanni Verga e Nino Martoglio, catanesi, e Luigi Pirandello, agrigentino. Nelle loro opere teatrali hanno proposto nei contenuti e nel linguaggio la propria calda terra raggiungendo incredibili altezze di umanità. Quasi come tre moschettieri, prendendo spunto dal settimanale D’Artagnan fondato da Martoglio, Tv2000 propone il loro teatro per il ciclo “Chi è di scena”, partendo domenica 26 settembre (ore 15.20) con “I Malavoglia” di Verga, a 140 anni dalla prima edizione del romanzo. La messinscena prescelta è con la regia di Guglielmo Ferro e protagonista Enrico Guarneri nei panni di Padron ‘Ntoni. Seguiranno: “Uno, nessuno, centomila” di Pirandello, per la regia di Antonello Capodici, con Pippo Pattavina (3 ottobre); “L’aria del continente” di Martoglio (di cui quest’anno ricorre il centenario della morte), per la regia di Capodici, con Guarneri. Questa commedia fu rappresentata per la prima volta nel 1915 al Teatro Argentina di Roma, affrontando il tema dell’indolente accettazione di una civiltà “altra” ed anche “alta” in perpetua contrapposizione all’arretratezza “locale” che s’accompagna paradossalmente all’orgoglioso senso di appartenenza che da un sentire di radici geografiche si fa luogo dell’anima (10 ottobre). Poi ancora sarà la volta del “Mastro don Gesualdo” di Verga, per la regia di Ferro, con Guarneri (17 ottobre); “La patente” e “L’uomo dal fiore in bocca” di Pirandello, entrambe per la regia di Pattavina che ne è anche protagonista (24 ottobre). A chiudere la rassegna c’è “Il contravveleno”, una delle ultime opere di Martoglio, per la regia di Capodici, con Guarneri: una comicità grottesca che entra nelle strade di uno dei quartieri più veraci della Catania degli anni ’20, la Civita, durante l’imperversare della piaga del colera (31 ottobre). Quando la tv apre il sipario al palcoscenico d’autore, l’uomo e il suo sentire sono in primo piano.

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