Lezione esaustiva su Raffaello nel documentario di Phil Grabsky

Le immagini seducono, le parole offrono la possibilità di conoscere più approfonditamente la genialità di Raffaello Sanzio (Urbino 1483-Roma 1520), tra gli artisti più celebrati del Rinascimento: questa magia è offerta dal documentario “Raffaello alle Scuderie del Quirinale” (durata 88′), diretto dal britannico Phil Grabsky, che approda al cinema come evento speciale il 13, 14 e 15 settembre, distribuito da Adler Entertainment. Il lavoro, attraverso le opere esposte a Roma alla mostra “Raffaello 1520-1483” – che a causa del lockdown imposto per l’emergenza Covid ha chiuso ad appena quattro giorni dall’inaugurazione -, è un tentativo di essere completi nell’esporre l’arte di Raffaello, soffermandosi sul dietro le quinte degli oltre 200 capolavori esposti, tra dipinti e disegni.

Il film, la cui gestazione è durata quasi tre anni – girato in Ultra HD e prodotto dalla società di produzione dello stesso regista, la Seventh Art Productions, in collaborazione con il brand Exibition on Screen (Eos) -, è un invito alla lettura profonda di un’opera d’arte: partendo dalla bellezza che rapisce vista ed anima, indagarne il significato espresso e recondito, la genesi e il risultato, che rispecchiano il momento storico coevo ed il vissuto dell’artista. Pregio del documentario, altresì, è il lasciare i giusti momenti di osservazione allo spettatore, inducendolo alla comprensione dell’indiscusso talento di Raffaello attraverso il tratto del suo pennello. Da non perdere la visione di questo film che si presenta come una lezione esaustiva sull’Urbinate.

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