La serie su “Leonardo” per ispirare la rinascita

Gli araldi hanno creato l’evento a trombe spiegate, ma, parafrasando Alessandro Manzoni, sarà vera gloria? Alla vigilia della serie “Leonardo”, in onda su Rai1 in quattro prime serate da martedì 23 marzo, c’è da chiedersi quanto questa operazione sia semplicemente un’americanata come lo è stata “Rome”, con tutti i distinguo del caso, e quanto le parole di uno script di Dino Audino di trent’anni fa torni prepotentemente attuale quando s’interrogava: “è possibile fare una televisione meno bastardamente assoggettata a modelli che vengono d’oltreoceano?”. Quella riflessione terminava con la risposta “sì”, e forse così è stato per tanto tempo, e per certi versi lo è ancora, ma talvolta, per “aggredire” la realtà delle piattaforme e il mercato internazionale, l’Italia col suo gusto e il suo stile viene messa da parte e immolata alla causa degli affari. Così, anche se questo progetto parte dal nostro Paese, con Lux Vide e Rai Fiction a guida del team di produzione, l’attenzione all’uomo e all’artista “Leonardo” si colora di fantasia perdendo il rigore storico. Si dirà: sono “licenze poetiche”. Sarà, ma la partenza del racconto da un’indagine per omicidio a carico del genio italiano, per di più relativa alla morte di una donna che si dice amata da lui, sembra un po’ troppo…

LA SERIE – Prodotta da Lux Vide con Rai Fiction, Big Light Productions in associazione con France Télévisions, Rtve e Alfresco Pictures, co-prodotta e distribuita nel mondo da Sony Pictures Television, la serie – dal budget di 30 milioni di euro e venduta già in 120 paesi – vede: Aidan Turner (Poldark, Lo Hobbit) nei panni di Leonardo da Vinci; Matilda De Angelis(The Undoing, Tutto può succedere) in quelli di Caterina di Cremona; e Freddie Highmore(The Good Doctor) in quelli di Stefano Giraldi (di questo progetto l’attore è anche produttore esecutivo). Nel cast ancora: James D’Arcy è Ludovico Sforza; Carlos Cuevas è Salaì; Giancarlo Giannini è Andrea del Verrocchio; Alessandro Sperduti è Tommaso Masini; Robin Renucci è Piero da Vinci; Flavio Parenti è Bernardo Bembo; Antonio De Matteo è Galeazzo Sanseverino; Miriam Dalmazio è Beatrice D’Este; Giovanni Scifoni è Luca Pacioli. In otto episodi girati interamente in inglese -alla regia Dan Percival (per gli episodi 1, 2, 3, 4, 7, 8) e Alexis Sweet (per gli episodi 5 e 6) -, “Leonardo” racconta la storia di un artista della cui biografia si sa poco, ma la si vuole ricostruire indagando la personalità attraverso le opere. In concomitanza con il lancio della serie, per RaiEri esce “Leonardo. Raccontato da Messer Stefano Giraldi”, un romanzo appunto, non una biografia.

MARIA PIA AMMIRATI (Rai Fiction) – “La vita di Leonardo è una vita fatta di fragilità, era ossessionato dalla precisione per l’arte. È un personaggio con tante ombre. Questa serie darà tante sorprese, ci sono colpi di scena, tensione e due grandi amori: l’arte e un amore vero che come una corda tesa ci porterà dalla prima all’ultima puntata. La serie celebra la cultura italiana e il genio, ma è un racconto popolare così che tutti potranno conoscere Leonardo da vicino”, afferma Maria Pia Ammirati di Rai Fiction, forte dell’alleanza fiction dei grandi servizi pubblici europei come punto fondamentale dell’identità culturale dell’Europa. Dopo “Leonardo”, nel prossimo futuro sono previsti altri titoli in partnership con i francesi e i tedeschi.

WAYNE GARVIE (Sony Picture Television) – “Sono un ammiratore della genialità di Leonardo”, afferma Wayne Garvie in merito a questo progetto che vede la Sony Picture Television non solo come distributore, ma anche come produttore. “Mi pace l’idea di questa alleanza alla Star Wars. Siamo in un’era straordinaria in termini di contenuti e il servizio streaming è importante per la nostra industria. Speriamo di poter annunciare a breve ulteriori accordi. La Rai e la Lux sono un fantastico team che ha permesso di finire le riprese nell’anno di Covid”.

STEVE THOMPSON (drammaturgo e sceneggiatore britannico) – “Gran parte di quello che vedete nella serie è vero, però ci sono episodi misteriosi, come l’amicizia platonica con una donna di Cremona realmente esistita e di cui restano bozzetti di un suo ritratto distrutto. Piccoli frammenti della vita di Leonardo hanno alimentato la storia. Abbiamo cercato di selezionare otto opere d’arte, focalizzandoci su un dipinto per episodio”, spiega Steve Thompson, uno degli autori della serie “Leonardo”.

FRANK SPOTNIZ (sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense): “Ci siamo concentrati sulle opere d’arte per aiutare il pubblico a comprendere la genialità di Leonardo nel panorama artistico e scientifico”, racconta Frank Spotniz, anche lui autore della serie “Leonardo”. Quali le fonti storiche per il soggetto di serie? “Abbiamo letto un numero esagerato di biografie, abbiamo incontrato storici, abbiamo avuto scambi con esperti che hanno letto i nostri trattamenti, ci siamo confrontati. C’è stato un processo di sviluppo lungo per arrivare a questo uomo estremamente complesso per dire qualcosa di vero nonostante gli elementi di finzione e riuscire a guardare in Leonardo in connessione con il moderno”.

MATILDE BERNABEI (Lux Vide): “Con Amazon ‘Leonardo’ è anche in Uk: abbiamo voluto rendere internazionale com’è il genio di Leonardo – afferma Matilde Bernabei di Lux Vide -. Per questo momento storico Leonardo ci dà un messaggio di rinascita che arriverà nelle case di tutto il mondo, con l’energia giusta per ricominciare: un grande genio può essere d’ispirazione per tutto il mondo”.

LUCA BERNABEI (Lux Vide): “A me ha colpito la curiosità di Leonardo: dormiva due ore al giorno, la sua mente era sempre in moto. Disegnava in continuazione: mani, cavalli, pezzi anatomici, macchine volanti, formule. I suoi ingranaggi non si fermavano mai perché cercava la perfezione – afferma Luca Bernabei di Lux Vide -. La Gioconda era un capolavoro che Leonardo riteneva imperfetto, voleva finire questo suo quadro e non lo ha mai consegnato ai legittimi proprietari. In lui c’è una voglia di perfezione che lo rende straordinario. Leonardo ci spinge a guardare oltre, verso l’orizzonte dove tutto rinasce. Viviamo giorni terribili, Leonardo è il genio a cui guardare per superare le difficoltà. È un modello di rinascita. Leonardo con la sua mania per la perfezione comunica che il genio da solo non ce la fa, l’unico modo di compiere un’opera è farla insieme. La perfezione non è di questo mondo. Il mondo è imperfetto. La passione e il coraggio sono di questo mondo. Noi europei, includo anche gli inglesi, abbiamo passione e coraggio da vendere”. Poca aderenza alla realtà di Leonardo? “Noi facciamo serie televisive, non documentari, abbiamo studiato tantissimo, c’è necessità di inventare qualcosa su una vita che per certi versi è oscura. Noi siamo raccontatori di storie che devono piacere a un pubblico molto vasto che va dai bambini alle persone adulte”. Nello specifico della figura di Caterina da Cremona dice: “Ci sono documenti che attestano che lui cercava una modella di nome Caterina”.

AIDAN TURNER – “Mi sono preparato ad interpretare Leonardo leggendo molto e guardando da privilegiato una retrospettiva su di lui al Louvre – racconta l’attore -. Sul set mi sono dato all’interazione con gli altri attori”. L’omosessualità di Leonardo? “In base alle fonti la sua omosessualità appare in modo chiaro e non mostrarla sarebbe stato strano. Al di là dell’intento drammatico, davvero non c’era motivo di non mostrare questo aspetto della sua vita personale”.

MATILDA DE ANGELIS – “Non sapevo dell’esistenza dei bozzetti di questi quadri andati perduti su questa donna di Cremona. Il nome ‘Caterina’ è una dedica alla madre di Leonardo – afferma l’attrice -. In italiano sono doppiata da Myriam Catania, perché ero a Venezia a girare un film in quel periodo e non avrei potuto dedicarci il giusto tempo”.

GIANCARLO GIANNINI – “Mi sono divertito sul set – dichiara il grande attore -. Il nostro è un lavoro di fantasia, noi raccontiamo favole. Quante cose non sappiamo di Leonardo? Questo è uno spettacolo, raccontiamo una bella favola. La sceneggiatura è veramente molto bella. Noi giochiamo con la fantasia”.

ALESSANDRO SPERDUTI – “Raccontare il mondo di Leonardo è un privilegio. Tommaso Masini che interpreto è realmente esistito – osserva l’attore -. Non si sa tanto su di lui, però c’è la curiosità non confermata che s’inventasse di essere figlio di nobile. Nella serie viene descritto come ambizioso e consapevole del suo talento”.

GIOVANNI SCIFONI – “Sono onorato di aver fatto parte di questo progetto mastodontico – dice l’attore -. Interpreto Luca Pacioli, un grande matematico del Rinascimento. La cosa che mi piace non è solo la storia di Leonardo, ma il periodo storico. Nel Rinascimento l’uomo era ‘faber fortunae suae’, cioè ‘artefice della propria sorte’, in un periodo in cui l’uomo non pensa così visto il Covid, questo è un messaggio di speranza potentissimo: l’uomo è ancora capace di farcela ad essere artefice della sua sorte, del suo futuro”.

LE RIPRESE DURANTE LA PANDEMIA – Dopo lo stop dovuto al Covid, le riprese della serie tv “Leonardo” sono ripartite il 14 giugno seguendo rigorosi protocolli sanitari e di sicurezza, preferendo girare in studio e quindi affidandosi agli artigiani per la ricostruzione delle location. La produzione è durata 2000 ore e ha coinvolto 3000 operatori del settore, inclusi attori e comparse, e 2500 costumi.

L’INIZIO DELLA SERIE – Leonardo poco più che ventenne lavora come apprendista nella bottega di Andrea Del Verrocchio a Firenze, dove incontra Caterina Da Cremona, che posa come modella.

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