Appello per una mostra di Pompeo Vorrasi a Fragneto Monforte (Bn)

Ore e ore passate a casa di quello che per me era “zio Pompeo” e sentirlo discorrere col mio papà di arte. Parlo del pittore e maestro Pompeo Vorrasi e di Italo Petrucci, che in giovane età sul Roma e su Il Mattino rimbalzava all’attenzione nazionale le notizie del suo paese d’origine, Fragneto Monforte (Bn). Ieri come oggi ha lo stesso ardore di quegli anni, lui classe ’36. Il Mattino, nella collega Erica Di Santo, ha oggi accolto il suo “Appello per una mostra di Pompeo Vorrasi a Fragneto Monforte (Bn)”, che in questa pagina riporto integralmente.

di Italo Petrucci

A 14 mesi dalla morte del compianto Pompeo Vorrasi, avvenuta il 18 dicembre 2019, mi sento obbligato con questo intervento a svegliare dal torpore in cui si è assopita la nostra comunità alla ferale notizia, come se le Parche avessero reciso il filo della vita a un comune concittadino, a uno qualsiasi di noi!

Sia ben chiaro: Pompeo Vorrasi, figlio d’arte, non è stato un cittadino qualunque, ma un grande artista e un’eccellenza che ha dato lustro con la sua produzione pittorica a Fragneto Monforte e al Sannio tutto, raccogliendo il testimone lasciatogli nel 1967 da Nicola Ciletti, pittore sangiorgese, altra eccellenza sannita.

Per oltre sessant’anni l’ho seguito, con fraterna amicizia e con ammirazione sconfinata, nella sua evoluzione pittorica che è stata di prim’ordine, passando da una tavolozza dalle tonalità cupe e tenebrose a colori sempre più chiari che risultano evidenti nelle albe ricche di luminosità e nelle sfumature rossastre degli splendidi tramonti, mentre nella ritrattistica, oltre ai colori tenui, è privilegiato l’aspetto psicologico-percettivo della fruizione artistica, senza trascurare la somiglianza del soggetto.

Dipingeva di tutto: personaggi caratteristici del luogo, piccoli e ingenui fringuelli paesani, donne maliarde, paesaggi bucolici, viuzze fragnetane, scorci della divina costiera che amava e frequentava, nature morte, straordinari affreschi religiosi in chiese e cappelle gentilizie sannite, alcuni dei quali andati distrutti dalla furia dei terremoti.

In seguito a quest’ultima esperienza, mi trovò in disaccordo quando mi propose, in una sua venuta a Caserta, di dipingere un affresco su una parete della sala riunioni della mia agenzia assicurativa. Fui ascoltato e optò per un trompe-l’oeil, facilmente asportabile, da dipingere su “Medio Densi” (Medium-density fibreboard). L’opera gigantesca (10 metri quadrati di pittura a tecnica mista) fu realizzata in sei settimane di intenso lavoro e rappresenta una sintesi straordinaria dei principali monumenti casertani, che richiamano turisti da tutto il mondo. Raffigura, da sinistra per chi l’ammira: particolari della terrazza del Belvedere di San Leucio, l’entrata della Reggia di Caserta, la Fontana di Diana e Atteone e quella di Eolo, il Duomo di Caserta Vecchia con particolare della Cupola, del Campanile e del Tiburio.

L’opera fu inaugurata il 17 maggio 1995, in coincidenza con la visita di alcuni dirigenti della Compagnia e il moderatore dell’avvenimento fu l’amico Nando Santonastaso, attuale prima firma de “Il Mattino”, all’epoca capo della redazione casertana del giornale.

Pompeo, insistentemente sollecitato a presenziare, accampò delle scuse e non venne. Era fatto così!

Il giorno dopo, anche grazie ad un articolo a firma Santonastaso, gli amanti d’arte della Caserta che conta, incuriositi, vennero ad ammirare l’opera d’arte del nostro illustre concittadino, rimanendo unanimemente sorpresi per la composizione, la fattura e la raffinatezza del trompe-l’oeil. Alcuni di loro si dichiararono persino disponibili da subito all’acquisto, che non avrei mai preso in considerazione. Ora che sono in pensione, che il maestro non c’è più e che da più di vent’anni l’opera è rimasta chiusa nelle quattro mura di casa, senza essere più ammirata, apprezzata e pubblicizzata, vorrei che i fragnetani, specialmente i meno fortunati che non hanno un “Vorrasi” in casa, si rendessero conto di quanto sia stato importante per il nostro paese e per la cultura in genere la sua produzione pittorica.

In conclusione, prendendo a prestito le parole di Paolo Bontempo, scritte in occasione dell’evento culturale “Contagiati dalla letteratura”, “la cultura va messa al primo posto quale obiettivo di un’amministrazione comunale” e, ancora, “le arti hanno un unico denominatore: amore e passione per la cultura”, mi rivolgo all’amico Luigi Facchino, sindaco di Fragneto Monforte, alla Pro Loco fragnetana e ai colleghi della Biblioteca Comunale, di fare un fronte unico e attivarsi per una grande mostra d’arte da tenersi nella rinnovata sede comunale e, precisamente, nell’ampia e stupenda sala consiliare dove tra tele, schizzi, sanguigne, disegni potrebbe troneggiare e risaltare il trompe-l’oeil che rappresenta una sintesi storica attraverso l’arte concepita e realizzata da Pompeo Vorrasi, una contemporanea eccellenza fragnetana da tramandare alle future generazioni.

Fragneto Monforte, 26 febbraio 2021

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