“Una serie da un film nasce perché la storia ha avuto successo e c’era ancora tanto materiale che si poteva approfondire (già nel 2014 c’era la versione da 120 minuti per il cinema e quella da 152′ per la televisione, ndr)”, così Paolo Genovese in conferenza stampa streaming di “Tutta colpa di Freud”, serie di 8 episodi da 45′, una co-produzione Rti-Lotus Production disponibile su Amazon Prime Video dal 26 febbraio e in autunno su Canale5. Paolo Genovese, regista e sceneggiatore del film del 2014, passa il testimone della regia a Rolando Ravello, mentre resta alla scrittura assieme a Chiara Laudani, Carlo Mazzotta e Veronica Galli. “Penso sia importante cambiare punto di vista dietro la macchina da presa”, commenta Genovese che osserva come Rolando, inoltre, sia capace di raccontare con grazia la sincerità di storie e persone. Nei panni di Francesco Taramelli, lo psicanalista milanese che da tempo concilia la professione con la non trascurabile condizione di papà separato con tre figlie, non si ritrova il frizzante Marco Giallini ma un altrettanto credibile Claudio Bisio (in questo momento al letto per il Coronavirus). Cambia anche il volto delle tre figlie: Sara è Caterina Shulha, Marta è Marta Gastini e Emma è Demetra Bellina. Tra le piacevoli new entry del cast ci sono: Magdalena Grochowska (Angelica Delony, ex moglie di Francesco), Stefania Rocca (la rubacuori Chiara Leonardi), Claudia Pandolfi (il medico Anna Cafini), Luca Bizzarri (Claudio Malesci) e Max Tortora (Matteo Tommasi, il vicino ormai amico di famiglia). In quest’ultimo personaggio, tra l’altro, si vive il cambio di orizzonte del racconto, da quello della Capitale a quello milanese, essendo un romano trapiantato ai piedi della Madonnina. La serie ha una sfumatura femminile che trova forza nei tre caratteri delle figlie emancipate e fragili al tempo stesso, mentre la presenza di “Freud” continua ad essere giocata in chiave leggera con uno sguardo su una società che cerca di risolvere i propri conflitti interiori, di affetti e di relazioni. Il racconto procede non particolarmente legato a usi e costumi italiani, tanto da poter attirare il pubblico internazionale che avrà possibilità di vederlo on demand.
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