MedFilm Festival continua a tenere alto il dialogo interculturale nel Mediterraneo con 70 film da 30 Paesi

Sempre ricco di contenuti, quest’anno è alla ricerca di un “nuovo stare insieme”, di una modalità nuova di relazionarsi ma sempre attraverso il cinema: è il MedFilm Festival che torna per la 26esima edizione dal 4 al 13 novembre in streaming. Con un semplice abbonamento a 9,90 euro si ha accesso a tutti i film del festival sulla piattaforma Mymovies. Roma, sede storica della manifestazione, invece, è amara. Quest’anno il Comune non ha ritenuto all’altezza di contributi la manifestazione. In conferenza stampa streaming risuonano accorate le parole di Giulio Casadei, il direttore artistico del MedFilm Festival: “È sconcertante che un festival di questa dimensione sia stato bocciato dal bando del comune di Roma. I bandi sono uno strumento di trasparenza ma in questo modo non si assumono le responsabilità politiche. Non è possibile che la cultura sia affidata al terno al lotto del bando. In Francia, dove vivo, una cosa del genere è impensabile, in qualsiasi città sarebbe stato considerato un patrimonio della città stessa”. All’opposto la comunità regionale e internazionale attorno al festival è forte. Innanzitutto c’è il Parlamento Europeo che rinnova e innova il Premio Lux. “Per noi il cinema è importante – afferma Carlo Corazza, Capo Ufficio del Parlamento Europeo in Italia -. Innanzitutto va la nostra solidarietà al settore per la crisi in atto. Fin da marzo ci siamo battuti per avere un bilancio degno per la sfida che abbiamo davanti. In questi giorni sono in corso negoziati difficili col Consiglio per un pacchetto ulteriore di 39 miliardi al settore. Per noi il dialogo col mondo del cinema è utile per far conoscere meglio la nostra politica di democrazia e pluralismo ed è un modo di dialogare con culture diverse. Il Premio Lux, giunto al suo tredicesimo anno, cambia, diventerà il Premio del cinema del pubblico europeo, votato dai parlamentari e al 50% dal pubblico. Il 28 aprile 2021 in Plenaria ci sarà la premiazione”.

“L’arte cinematografica è un grandissimo mezzo per raccontare culture differenti – dichiara Vito Borrelli, vice direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea -. Il dialogo euro-mediterraneo non si è mai interrotto anche nei momenti di tensione, come oggi tra Francia e Turchia. Un rapporto tra sponda Nord e Sud del Mediterraneo sensibilizza sulle difficoltà in corso”. “Siamo sempre stati impegnati in una narrazione della migrazione bilanciata e reale – dice Laurence Hart, direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’Iom (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) -. Molto spesso i media danno spazio solo al racconto di criminalità e disagio sociale non favorendo la piena comprensione. ‘Parole nuove’ è la campagna del mese di novembre per sensibilizzare attraverso alcuni video la complessità e ricchezza del fenomeno”. “Il settore audiovisivo e cinematografico è vitale per il rilancio della Regione Lazio che è la seconda in Europa per l’investimento nel settore”, nota Nicola Tasco di Lazio Innova. Impegno rinnovato al festival anche da parte dell’Instituto Cervantes di Roma, il suo direttore Juan Carlos Reche è entusiasta: “Siamo contenti di collaborare ed essere presenti in tutte le finestre possibili”.

“Per me è un momento importantissimo, adesso si vara l’enorme nave che è il festival – appare commossa ed emozionata Ginella Vocca, presidente fondatore del MedFilm Festival -. C’è un tempo sospeso in cui l’abbiamo organizzato”. Con partecipazione sottolinea ciò che le sta molto a cuore: Amnesty International ha confermato il Premio ai diritti umani; il primo archivio audiovisivo delle opere del Mediterraneo realizzato in collaborazione con le università; il Premio alla carriera a Babak Karimi (a lui è affidata una Masterclass), attore e montatore iraniano residente in Italia, che “rappresenta per noi l’idea di ponte tra le culture”; il Premio Koinè (attribuito a personalità del mondo dell’arte, della cultura, della scienza, della politica o dell’impresa, che si siano distinte nella propria attività per l’impegno a mantenere vivo il Dialogo Interculturale tra i popoli, sottolineando il ruolo della Creatività come motore di sviluppo e progresso civile) assegnato a Nove Onlus, associazione non-profit fondata da esperti di cooperazione allo sviluppo, un premio che supporta le donne a Kabul. A parlare per questa associazione interviene Arianna Briganti che sottolinea l’importanza del progetto Pink Shuttle a Kabul, che rappresenta l’unico servizio di trasporto tutto al femminile dell’Afghanistan.

Molte di queste storie in cui si imbattono quotidianamente associazioni come Nove sono narrate dai film in rassegna, ben 70 da 30 paesi. “Il programma è ambizioso – osserva il direttore artistico Casadei – Ci sono 43 film inediti su 70 (tra racconti di finzione e documentari) distribuiti in 8 sezioni, due le sezioni competitive  e sei le sezioni vetrine. Due le novità: una retrospettiva speciale dedicata al Premio Lux (selezionati 6 film) e una dedicata al cinema algerino. Nelle opere scelte c’è un’insolita leggerezza nei contenuti e nella forma, nonostante il tempo che viviamo con due commedie purissime e alcune storie che puntano ai legami in maniera trasversale”. La sezione corti, coordinata da Alessandro Zoppo, presenta 21 lavori da 12 paesi, con una maggioranza di registe donne”. Tra i giurati anche Zerocalcare e Susanna Nicchiarelli (chiamata anche a tenere una Masterclass).

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