Sulla carta è vincente la ruvida “Rosa pietra stella” di Marcello Sannino

Si presenta come una storia ruvida e intensa “Rosa pietra stella” (durata 94′), il film di Marcello Sannino in sala dal 27 agosto con PFA Films, che sarà in anteprima nazionale venerdì 21 agosto al 50. Giffoni Film Festival – unico lungometraggio italiano in concorso nella categoria Generator + 18 – e mercoledì 26 agosto al 56. Pesaro Film Festival. Prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 Produzioni), Gaetano Di Vaio e Giovanna Crispino (Bronx Film) e Pier Francesco Aiello (PFA Films) con Rai Cinema, con il contributo di MIBACT-DG Cinema e Audiovisivo, Regione Campania e Film Commission Regione Campania, il film mette al centro le difficoltà dell’essere donna a tutte le età e le miserie di una società che rende gli ultimi impossibilitati ad un vero riscatto. Il titolo, “Rosa pietra stella”, omaggia un verso del famoso brano di Sergio Bruni “Carmela”. Qui Carmela, interpretata da Ivana Lotito, è una giovane che tira avanti giorno per giorno con lavori precari e vane ambizioni, finché non le capita, per conto di un avvocato, di fare affari con gli immigrati clandestini che popolano i vicoli del centro antico di Napoli. È stata una madre poco presente di una bambina di undici anni, Maria (che ha il volto della bravissima Ludovica Nasti, già apprezzata in “L’amica geniale” e “Un posto al sole”), ma ora vuole rimediare, assumersi le proprie responsabilità e vivere la sua maternità. Conosce Tarek (Fabrizio Rongione), un quarantenne algerino, e lo travolge nella sua lotta per trovare un equilibrio, una vita.

La storia del film è ispirata alla vita di una persone reale. Precisamente la vita di un’amica conosciuta anni fa. Con lei  mi sono trovato spesso coinvolto in giornate senza fine, passate ad inseguire persone da incontrare, commissioni da fare all’ultimo momento, illusioni quotidiane di piccoli affari da concludere, per non tornare a casa e in fondo fuggire al destino di una vita segnata dalla nascita. Partendo da questo rapporto ho immaginato il personaggio di Carmela“, racconta Sannino al suo primo lungometraggio. “Gran parte del film è ambientato a Portici, un piccolo ma popoloso paese al confine sud-est di Napoli. Una cittadina benestante e conformista dove la figura di Carmela, con il suo carattere e le sue difficoltà a gestire la vita e la maternità, risaltano molto più che in una città come Napoli dove la sua condizione è comune a moltissime donne, a moltissime famiglie. Per lei, la contigua metropoli rappresenta il luogo delle maggiori opportunità, della fuga, un luogo dove ti conoscono in pochi e ti giudicano meno, ma anche il luogo dove ci si perde come in un magma in cui è difficilissimo muoversi e dal quale è impossibile uscirne illesi“.

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