Tilda Swinton sarà all’altezza di Anna Magnani in “The Human Voice”? Almodóvar non ha dubbi

Anna Magnani diretta da Roberto Rossellini nel 1948 diede una versione superba di “Una voce umana”, tratto dall’atto unico di Jean Cocteau: una donna appena lasciata dal suo amore piange e si dispera parlando con lui al telefono. Ora su questo testo Pedro Almodóvar dirige nel suo primo film inglese Tilda Swinton e questa vera prova d’autore sta per sbarcare al Lido di Venezia. La Biennale ha, infatti, annunciato due nuovi film Fuori concorso per il programma della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che si terrà dal 2 al 12 settembre. Tra questi, appunto, c’è “The Human Voice” che Almodóvar ha girato e montato a tempo di record subito dopo la fine del confinamento. “Questo film è un festival di Tilda, una rassegna dei suoi infiniti e assortiti registri come attrice – Almodóvar dichiara non temendo confronti -. È stato uno spettacolo dirigerla”.

Il secondo film, l’americano “One Night in Miami” del premio Oscar Regina King (una recente acquisizione di Amazon), è ambientato durante la notte del 25 febbraio 1964 e racconta la storia del giovane Cassius Clay, in seguito noto col nome di Muhammad Ali, nel momento in cui diventa il nuovo campione dei pesi massimi al Miami Beach Convention Center. Contro ogni aspettativa, Clay sconfigge Sonny Liston con la sorpresa di tutto il mondo sportivo. Mentre una grande folla si raduna a Miami Beach per festeggiare la vittoria, Clay, che non può restare sull’isola a causa delle leggi di Jim Crow sulla segregazione razziale, trascorre la nottata all’Hampton House Motel in uno storico quartiere nero di Miami. Qui Clay celebra la vittoria assieme a tre dei suoi amici più stretti: l’attivista Malcom X, il cantante Sam Cooke e la star del football americano Jim Brown. La mattina seguente, i quattro sono determinati come non mai a costruire un mondo nuovo per se stessi e per la loro comunità. Lo sceneggiatore Kemp Powers esplora cosa è accaduto quella notte, soffermandosi sul rapporto tra i quattro, sulla loro amicizia e sulle battaglie che li accomunavano, aspetti che li avrebbero portati a diventare quelle icone dei diritti civili che sono oggi. “Il film di Regina King – afferma Alberto Barbera– non potrebbe essere più in sintonia con gli avvenimenti degli ultimi mesi e la necessità di combattere ogni forma di razzismo che ancora alligna nelle nostre società. Siamo felici che Venezia possa contribuire a far conoscere un film importante per i suoi contenuti e la conferma del talento di una grande attrice al suo debutto come regista”.

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