Mostra del cinema di Venezia: quattro film italiani in Concorso su 18 (otto titoli hanno una regia femminile)

Sarà un’edizione mista – in loco e in streaming – con più di 50 paesi rappresentati la 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che il direttore Alberto Barbera garantisce essere anche quest’anno la “vetrina del miglior cinema del mondo”, compresi alcuni film delle major, con una massiccia presenza femminile alla regia: il 22,4% dei film inviati sono di donne, il 3,1% in più dell’anno scorso le registe invitate. In particolare, in Concorso 8 titoli su 18 hanno una regia femminile, scelti “per criteri di qualità, non di genere” sottolinea Barbera che ha presentato il programma in streaming alla presenza di Roberto Cicutto, presidente della Biennale di Venezia.

Questi i film in Concorso Venezia 77: “In Between Dying” di Hilal Baydarov (film lirico e struggente); “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante; “The World to come” di Mona Fastvold; “Nuevo Orden” di Michel Franco (film di fantascienza distopica, senza speranza, cupo); “Amants (Lovers)” di Nicole Garcia (uno dei pochi film francesi che quest’anno non ha rimandato l’uscita); “Laila in Haifa” di Amos Gitai (girato in un locale notturno frequentato da israeliani e palestinesi); “Dorogie Tovarischi (Cari compagni)” di Andrei Konchalovsky; “Spy no Tsuma (Wife of a spy)” di Kiyoshi Kurosawa; “Khorshid (Sun children)” di Majid Majidi (protagonisti adolescenti di rara bravura); “Pieces of a woman” di Kornél Mudruczó; “Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli (biopic sulla figlia di Marx); “Padrenostro” di Claudio Noce (Pierfrancesco Favino lo produce ed interpreta); “Notturno” di Gianfranco Rosi (sulla Siria); “Never Gonna Snow Again” di Małgorzata Szumowska codiretto con Michał Englert; “The Disciple” di Chaitanya Tamhane; “Und Morgen Die Ganze Welt” di Julia Von Heinz; “Quo Vadis, Aida?” di Jasmila Zbanic; “Nomadland” di Chloé Zhao (con Frances McDormand e persone autentiche che interpretano se stesse).

Fuori concorso, tra i film non fiction, si segnalano: “Greta” di Nathan Grossman sulla giovane attivista svedese; “Salvatore-Shoemaker of dreams” di Luca Guadagnino; “Final account” di Luke Holland sull’Olocausto; “La verità su La dolce vita” di Giuseppe Pedersoli; “Molecole” di Andrea Segre (sarà proiettato in preapertura della Mostra); “Paolo Conte, via con me” di Giorgio Verdelli (serata speciale venerdì 11 settembre); “Hopper/Welles” di Orson Welles. Tra quelli di finzione: “Lasciami andare” di Stefano Mordini (chiuderà la Mostra, è stato girato a Venezia l’autunno scorso durante l’acqua alta, è un thriller psicologico con Stefano Accorsi e Valeria Golino); “Assandira” di Salvatore Mereu (“avrebbe meritato il Concorso”, confessa Barbera; è ambientato in una Sardegna contemporanea; nel cast lo scrittore Gavino Ledda); “The Duke” di Roger Michell (il regista di “Notting Hill”); “Mosquito State” di Filip Jan Rymsza. Tra le proiezioni speciali: “Omelia contadina” di Alice Rohrwacher e JR, cortometraggio di una performance d’artista.

Nella sezione Orizzonti ci sono esordi – tra i quali quello di Jasmine Trinca in un cortometraggio – e anche autori che si sono affermati a Venezia. Tra i titoli in competizione, si evidenziano: “La Troisième guerre” di Giovanni Aloi; “I predatori”, esordio alla regia di Pietro Castellitto (lo ha scritto, diretto ed in parte interpretato); “Mainstream” di Gia Coppola; “Guerra e pace” di Martina Parenti e Massimo D’Anolfi (diviso in quattro capitoli); “Gaza Mon Amour” di Tarzan e Arab Nasser; “Nowhere Special” di Uberto Pasolini; “The best is yet to come” di Wang Jing.

Barbera annuncia che è possibile che nei prossimi giorni si aggiungano nuovi film. La Mostra dà appuntamento al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre.

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