Come in musica c’è la bellezza del vinile, così per il cinema c’è l’emozione dell’avere tra le mani il film che ti emoziona. Perché in questa Fase 2 le edicole non possono vendere i dvd? Univideo chiede spiegazioni al Governo

“Frozen II – Il segreto di Arendelle”, “Harry Potter collezione completa”, “Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald”, “C’era una volta a Hollywood”, “Avengers-Endagame”, “Joker”, “Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar”, “Il Re Leone – Live Action”, “Maleficient – Signora del Male” e “Le Mans 66 – Ford vs Ferrari” sono i film in “cassetta” più richiesti dell’ultima settimana, sono titoli per bambini o di notevole richiamo di pubblico e critica. Ma c’è qualcosa che non va nel mercato attuale delle vendite: secondo le ultime disposizioni del Governo in piena emergenza Covid-19, si possono produrre ma non vendere negli esercizi attualmente aperti i prodotti audiovisivi su supporto fisico come dvd, Blu-ray e 4K Ultra hd. Paradossale? Sì, ma vero! Perché l’editoria audiovisiva nel nostro Paese deve subire un’incongruenza del genere? Possibile che le edicole al momento non possano vedere giornali con allegati i prodotti audiovisivi? L’editoria audiovisiva è un settore economico importante. Come da Rapporto Univideo 2019, vale 288,9 milioni di euro, suddiviso tra 193 milioni di euro di fatturato derivanti dal prodotto fisico e 95,9 milioni di euro prodotto dalle transazioni digitali. In Italia sono 4,5 milioni le persone che hanno acquistato almeno un prodotto Home Entertainment, mentre i fruitori finali del prodotto audiovisivo italiano sono circa 6,7 milioni. L’Univideo, l’associazione di categoria che rappresenta gli editori audiovisivi, parte di Confindustria Cultura Italia, ha quindi scritto al Governo per chiedere un cambio di rotta e non far soccombere il comparto. Lorenzo Ferrari Ardicini, presidente di Univideo e di Cg Entertainment, spiega: “In questa fase complessa e difficile per il nostro settore, che ha subito un calo di mercato di oltre il 70%, siamo a chiedere di valutare l’opportunità di consentire il commercio al dettaglio di opere audiovisive registrate. Questi prodotti – dvd, Blu-ray, 4K Ultra hd – vengono abitualmente venduti in diversi esercizi commerciali, dall’edicola alle librerie, dai negozi di elettronica a quelli specializzati in cd musicali e supporti audiovisivi. Larghissima parte di questi esercenti oggi sono aperti per la vendita di altri beni e a questo proposito richiediamo di includere questi prodotti tra quelli di cui è consentita la vendita, perché la chiusura di questo mercato non aggiunge nulla alle politiche di contrasto al Covid19 e al contrario sta deprimendo un segmento di industria culturale che costituisce un pezzo importante della filiera creativa di questo Paese”. Si è spinta fin qui la lettera indirizzata al premier Giuseppe Conte, al ministro per i Beni e le attività culturali ed il turismo Dario Franceschini, e al ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. Noi aggiungiamo una riflessione: vogliamo davvero che il futuro sia soltanto digitale come supporto e quel che resta della distribuzione fisica avvenga solo con i corrieri, arricchendo così unicamente i colossi del web, tra l’altro quelli che pagano meno tasse in assoluto (almeno nel nostro Paese)? Non più tardi di qualche settimana fa durante un’intervista un attore era felicissimo di aver acquistato giusto in tempo prima del lockdown il 4K Ultra hd di “Green Book” per la sua videoteca. C’è una marea di appassionati come lui a cui non si può chiedere di fare a meno del supporto fisico, e un’editoria audiovisiva che vuole e può rispondere alla domanda 1.0! Come in musica c’è la bellezza del vinile, così per il cinema c’è l’emozione dell’avere tra le mani il film che ti fa emozionare… ed è così bello poter scegliere di fronte ad un espositore… Forse che tutto ciò è troppo audace?

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