La Biennale di Venezia comincia un nuovo corso col ruolo di anticipatore del tempo presente

“Le condizioni eccezionali in cui iniziamo la nostra attività dovranno spingerci non solo a trovare le soluzioni migliori per continuare la missione della Biennale, nell’interesse del suo prestigio internazionale, della città di Venezia e del nostro Paese, ma soprattutto per arricchirla di nuove proposte e di nuovi stimoli per diffondere le arti contemporanee. Senza dimenticare il ruolo della Biennale di fattore di sviluppo e di crescita per la stessa città di Venezia e per il Paese”, così Roberto Cicutto, nuovo presidente della Biennale di Venezia, ha dato inizio al corso del Consiglio di Amministrazione che sarà in carica per il quadriennio 2020 – 2023. Riuniti online per l’emergenza sanitaria, Cicutto ha detto: “Proprio gli avvenimenti di questi giorni mi hanno fatto comprendere quanto il ruolo della Biennale possa essere anticipatore del tempo presente e come gli artisti e i curatori sentano queste ‘vibrazioni’. Ne è prova il titolo dato da Hashim Sarkis alla sua Mostra di Architettura ‘How will we live together?’. Sembra un paradosso che, costretti alla separazione fisica, siamo al tempo stesso protagonisti di una crescita esponenziale dei rapporti interpersonali attraverso le nuove tecnologie. Tutto ciò non può non farci riflettere sui luoghi interni ed esterni della nostra nuova convivenza”, aggiungendo: “Colgo l’occasione per ricordare il grande maestro Vittorio Gregotti (cui tanto deve La Biennale), ‘pensatore’ infaticabile dell’architettura sociale che è fatta di mattoni e cemento, ma soprattutto di relazioni”.

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