Francesco Benigno racconta la sua storia di riscatto in un libro e in un film

S’impara vivendo, e la strada è maestra per tutti… forse per alcuni di più. Capita a volte che quando il destino sembra segnato il caso regala una chance che ci si gioca davanti a bivi dove la scelta è determinante. Così è stato per il cineasta palermitano Francesco Benigno, che oggi vanta oltre 30 anni di esperienza nel settore cinematografico e televisivo, grazie all’incontro che gli ha cambiato il percorso dell’esistenza, quello con Marco Risi e il film di successo “Mery per sempre” del 1989. La sua storia di riscatto oggi è diventata un film, “Il colore del dolore”, prodotto dall’Associazione culturale Mary per sempre, fondata dallo stesso Benigno per dare speranza ai meno fortunati. L’uscita in sala prevista per il 12 marzo sarà preceduta dalla pubblicazione il 7 marzo dell’omonimo libro autobiografico (edito da We Can Hope) che l’attore ha scritto insieme a don Giuseppe Calderone. In questo modo Benigno si mette di nuovo in gioco debuttando alla regia di un lungometraggio, dopo aver già diretto il cortometraggio “Benigno”, premiato con il Grifone d’Argento al Giffoni Film Festival, e il mediometraggio “Scintilla”, avente come tema il cyberbullismo. “Il colore del dolore”, scritto a quattro mani con Carlo Baldacci Carli, lo vede anche in veste di attore, interpretando il padre di se stesso, che da bambino e adolescente prende prima il volto di Andrea Alfano, poi di Andrea Lo Vecchio, entrambi esordienti.

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