Se l’errore è dispettoso c’è Mrs. Spelling che provvede: a lezione d’inglese su Rai Yoyo con “Fumbleland!” di Teresa Pascarelli

È una maestra che non si arrende mai Mrs. Spelling che ha lo sguardo magico di Teresa Pascarelli, l’attrice che la interpreta in “Fumbleland! Mi è scappato un errore”, il programma in onda su Rai Yoyo che introduce l’inglese in modo originale e divertente attraverso le nuove tecnologie. In classe con lei ci sono i piccoli Laura Hardy, Sophia Hendry, Sky Hendry, Lorenzo Lavitola, Giacomo Pedde, Robel Tesfamichael Araya e Leah Tesfamichael Araya. Teresa Pascarelli, oltre a dare vita a questa insegnante stralunata, ne è anche l’artefice avendo ideato e scritto questo mondo fantastico dove ad ogni errore di ortografia spunta dal quaderno un pupazzo animato che trasporta con sé, in una dimensione divertente e colorata, tutta la classe in forma di avatar. Teresa, nata a Tokyo, e suo fratello Lucio, nato a Washington, rappresentano rispettivamente la parte artistica e la parte tecnologica della famglia: hanno messo insieme i loro talenti e hanno dato vita alla JB Productions, specializzata in contenuti per mondi virtuali.

Teresa Pascarelli, sei attrice di prosa, hai recitato con tanti numeri uno, da Mariangela Melato a Glauco Mauri, com’è nata l’idea dell’isola dove vivono gli errori d’inglese commessi dai bambini?

“Dallo scetticismo iniziale sul mondo dei videogiochi, sono giunta alla consapevolezza che le nuove tecnologie bisogna cavalcarle. I bambini conoscono i Fumbles attraverso i video, ma poi approfondiscono questa loro esperienza attraverso multiformi attività, tra esercizi e canzoni, un vero bagaglio di materiale didattico che forniamo a famiglie ed insegnanti. I Fumbles sono un mondo cartoon dove ci si può immergere in 2D, col mouse o la tastiera, oppure indossando il visore si può vivere un’interazione totalizzante con i bambini che si sentono anche loro parte attiva di un mondo solare. Rai Yoyo (tutti i giorni alle 16.45 e alle 16.55) e RaiPlay Yoyo (dove gli episodi sono tutti sempre disponibili) mandano in onda i video che tanto piacciono ai bambini; per poter poi usufruire della VR (realtà virtuale) si va su http://fumbleland.com/ dove ci sono tutte le istruzioni per scaricare l’app virtuale. Certo per un privato è ancora poco accessibile dati i costi delle attrezzature; così con Rai, DeAgostini e le scuole stiamo avviando un programma per dar vita anche a delle Virtual Room dedicate che sviluppino tutte le attività fisiche tradizionali, dal ballare all’assemblare un puzzle, con i Fumbles”.

Quando sono nati questi personaggi che introducono alla lingua inglese?

“È un progetto che ho ideato nel 2006, quando lavoravo a Rai Educational per ‘Tracy e Polpetta’, ma l’ho tenuto nel cassetto per un bel po’ fino a quando non ho iniziato a lavorarci su per la mia società suscitando l’interesse della DeAgostini che ha deciso di mandare in onda la serie cinque anni fa riscuotendo molto interesse. Successivamente, è iniziata la collaborazione con Rai Yoyo. La marcia in più della nostra serie è la realizzazione delle parti animate con attori live che recitano con visore in motion capture, così che vengono ripresi in diretta all’interno della scenografia virtuale di ‘Fumbleland'”. Jared Maupin, grafico 3D, ha sviluppato gli avatar cartoon di “Fumbleland”; e Fluffy Jenkins, programmatore, ha implementato il sistema di registrazione e sincronizzazione delle sequenze recitate.

Il target della serie?

“Il cuore è dai 5 ai 7 anni, perché i bambini devono almeno saper scrivere le prime paroline, però abbiamo visto che piace tantissimo dai 3 ai 10 anni perché sono tutti catturati dalla musica, dai colori e dall’avventura guidati da una maestra simpatica tra personaggi dispettosi che fanno pernacchie”. Il primo fumble impertinente è l’orso polare che da “polar bear” si ritrova ad essere disegnato come “solar bear”. “I bambini fanno di tutto per acchiappare i fumbles, tra l’emozione della sfida e la volontà di comprendere l’errore.

Mrs. Spelling ti assomiglia?

“Sì, perché è distratta come lo sono io con i miei figli di 17 e 13 anni – sono loro che mi aiutano a ricordare le cose e a non essere pasticciona -, unendo rigore e rispetto a gioia ed allegria”.

Hai girato il mondo: quale la lezione italiana, quale quella anglosassone e quale quella orientale che più segnano la tua professione?

“Ho frequentato le elementari in Birmania, e mi porto dentro una certa spiritualità e pace orientale; del mondo anglosassone mi caratterizza il rigore coniugato all’ironia; in Italia ho appreso l’importanza della profondità culturale”.

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