“Si vive una volta sola”: Carlo Verdone diverte, divertendosi con gli amici e colleghi (dentro e fuori dal set) Rocco Papaleo, Anna Foglietta e Max Tortora

La vita è una commedia, non importa quanto lunga sia, conta la sua intensità, l’unico regista è il destino: è questa la frase pronunciata da Carlo Verdone nei panni del chirurgo Umberto Gastaldi che concentra l’essenza del suo nuovo film “Si vive una volta sola”. Scritta a sei mani con Giovanni Veronesi e Pasquale Plastino, è una storia che si concentra sull’amicizia tra colleghi, sul set sono Rocco Papaleo, Anna Foglietta e Max Tortora con cui c’è un rapporto di vera empatia nella vita che arriva diretto al pubblico. Sono i prototipi di quattro professionisti realizzati sul lavoro, ma smarriti e soli nel privato. Così anche dopo l’ultimo intervento chirurgico si ritrovano al bar per uno spritz o una birra. Il clima tra loro è goliardico, ma di scherzo in scherzo la vittima designata sembra essere sempre la stessa. Il film scorre piacevole e a tratti disincantato. Luigi ed Aurelio De Laurentiis puntano su un cavallo che appare vincente: Verdone ha il suo zoccolo duro di pubblico e riesce a trasmettere sempre quel pizzico di genuinità e quella grande carica di umanità sapendo divertire divertendosi. Vedere Verdone in una scena colto ad imbrattare l’ascensore con una scritta oscena dà il senso di un Pierino buono, anzi di un clown che racchiude in sé sia quello chiamato Bianco, il preciso, che quello denominato l’Augusto, cioè il pasticcione stralunato. Con lui interagiscono in maniera autentica gli altri tre protagonisti – Rocco Papaleo, Anna Foglietta e Max Tortora -, per un film corale che vuole essere la cifra futura di Verdone. Del cast artistico si segnalano anche Mariana Falace, qui al suo debutto cinematografico (entrando nella casa del Grande fratello aveva espresso il desiderio di diventare attrice), Sergio Muniz (dall’aria sempre trasognata) e Livia Luppattelli (dal tratto irregolare e magnetico). A rendere ancora più magica la Puglia dove è stato girato il film lo sguardo del direttore della fotografia Tani Canevari.

Filmauro e Vision Distribution hanno deciso di posticipare l’uscita in sala prevista per il 26 febbraio. Alla luce dei recentissimi sviluppi legati alla situazione sanitaria in Italia e alle misure di sicurezza adottate dalle istituzioni, i produttori e i distributori del film hanno infatti ritenuto opportuno posticipare l’uscita al cinema in segno di solidarietà nei confronti del pubblico che in alcune regioni d’Italia non potrebbe comunque vedere il film a causa di un evento così inatteso e imprevedibile.

(articolo aggiornato lunedì 24 febbraio)

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