Allegri e scanzonati gli spogliarellisti di The Full Monty scelti da Massimo Romeo Piparo: dopo platee stracolme nei tre mesi di tournèe per l’Italia sbarcano al Teatro Sistina di Roma dove tutto è cominciato

“In prima persona ho vissuto la crisi. I miei genitori hanno dovuto chiudere il negozio di abbigliamento a Messina e cercare di far fortuna qui a Roma. Hanno investito in me che potevo avere più possibilità. Oggi ho 18 anni, è il primo musical da maggiorenne e papà può trovarsi finalmente un lavoro perché non è più costretto a starmi dietro, mentre mamma già lavora come maestra d’inglese”, a parlare con Ops è il più giovane dell’affiatato cast di The Full Monty, Christian Roberto (che ha spiccato il volo con Billy Elliot). Qui è Gabriele, il figlio di Giorgio Lucariello e Patti Maffei, la coppia al tracollo interpretata rispettivamente da Paolo Conticini e Valentina Gullace, il cui scontro sull’affidamento del ragazzo dà il via al musical più coinvolgente che ci sia sulla difficoltà di arrivare a fine mese. Dopo poco più di tre mesi di repliche e 70 mila spettatori in giro per l’Italia, The Full Monty torna a casa, al Teatro Sistina di Roma dove tutto è cominciato con le prove per un’edizione più ricca – dopo la già fortunata del 2013 – all’insegna dell’allegria contagiosa degli interpreti così uniti e complici tra loro visto che i più sono reduci dal successo ottenuto insieme in Mamma mia! Rispetto al film britannico del 1997, la scena si sposta a Torino, ma gli ingredienti che regalarono la notorietà planetaria agli squattrinati organizzati di Peter Cattaneo ci sono tutti: crisi economica, disoccupazione e affetti, oltre a quella dose di piccante al punto giusto per lo spogliarello finale che i protagonisti del musical di Massimo Romeo Piparo – con le “musiche travolgenti” dell’orchestra dal vivo diretta dal Maestro Emanuele Friello – definiscono un “urlo liberatorio”! Non è uno spettacolo vietato ai 18 anni, il gioco di luci copre il “peperoncino” in scena. Nicolas Vaporidis, al suo debutto in un musical, precisa che “non è Magic Mike”, ma uno show adatto a tutti, che piace molto alle donne, ma che conquista anche gli uomini perché non possono non empatizzare con persone che si trovano in difficoltà e cercano in tutti i modi di portare i soldi a casa. Però il nudo all’inizio ha creato qualche problema, soprattutto a Luca Ward nei panni del proprietario della fabbrica Aldo Parisi che sottolinea il valore etico dello spettacolo, ricordando una frase che pronuncia in scena licenziando il personale sulla scia delle celebri parole di John Fitzgerald Kennedy: “Non pensate a quello che il sindacato e lo Stato possono fare per voi, ma quello che voi potete fare per voi stessi”. Una frase che in qualche modo è propria della vita di alcuni degli interpreti: ad esempio proprio di Luca Ward, che negli anni Settanta ha fatto il camionista per arrivare a fine mese, o di Gianni Fantoni – l’unico superstite dell’edizione 2013 -, che è anche informatico, e di Jonis Bascir, che non finisce mai d’imparare – a quasi 60 anni è iscritto al Conservatorio perché vuole comporre colonne sonore per la pubblicità -. Oltre ai già nominati, il cast si arricchisce della presenza di Sebastiano Vinci (Daniele), Paila Pavese (Jeanette, una donna davvero arzilla), Elisabetta Tulli (Giò) e Laura Di Mauro (Vittoria). Per passaparola è certificato che questo musical diverte tantissimo. A Roma sarà dal 13 febbraio all’8 marzo, e poi farà ulteriori tappe a Bari, Brindisi, Messina e Catania.

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