Elio Germano testa la coscienza civile degli spettatori con una nuova forma di teatro, quello in realtà virtuale: un’esperienza dall’alto valore sociologico che va assolutamente vissuta

Si viene completamente catapultati in una dimensione dove immaginario e realtà si fondono fino a non percepirne più i confini. Al Teatro Argot di Roma Elio Germano ha debuttato con uno dei primi esperimenti mondiali di teatro in realtà virtuale: “Segnale d’allarme – La mia Battaglia VR”. Indossati visori e cuffie, gli spettatori diventano componenti imprescindibili di un monologo che parte dai principi democratici per poi giungere ad una svolta imprevedibile che lascia smarriti, sgomenti, pieni di interrogativi, increduli e in cerca di risposte nello sguardo di chi siede accanto. Trattandosi di un esperimento, non è giusto svelare più di tanto dello spettacolo. Basta sapere che è un’esperienza dall’alto valore sociologico che va vissuta. Al Teatro Argot di Roma sarà in scena fino al 16 febbraio. Il testo dello spettacolo ha radici in un’altra tournée di Elio Germano, quindi già noto ad alcuni, ma la nuova forma assunta cambia completamente punti di vista scatenando emozioni contrastanti nello spettatore che, davanti ad un grande attore ed un grande comunicatore, diventa, per un assurdo gioco delle parti, il vero protagonista. Elio Germano esercita una sorta di arte della maieutica di Socrate capace di smuovere le corde profonde dello spettatore e mettere in atto un processo di presa di coscienza del nostro vivere civile, facendo venir fuori le nostre propensioni più autentiche e vere.

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