“Le false confidenze”, tre secoli e non sentirli!

“Le false confidenze”, tre secoli e non sentirli!

Regia straordinaria, attori efficaci, testo sempreverde: “Le false confidenze”, che è in scena al Teatro Argentina di Roma fino al 3 maggio, è uno spettacolo che convince e diverte il pubblico, forse la ciliegina sulla torta del cartellone sempre ricco e vario offerto dal palcoscenico capitolino. Arturo Cirillo, che firma traduzione e regia, oltre ad essere in scena nei panni del servo astuto Dubois, plasma in maniera accattivante il testo di Marivaux del 1737. Gli intrecci d’amore, gli inganni e i sotterfugi intessono una storia di equivoci scoppiettante, portata in scena da una meravigliosa Elena Sofia Ricci nei panni di Araminte, la vedova ricca contesa tra due uomini e circondata da buoni e cattivi consiglieri. Come lei, sono fantastici tutti gli attori – Giacomo Vigentini (Dorante), Rosario Giglio (Signore Remy), Orietta Notari (Signora Argante), Francesco Petruzzelli (Arlecchino), Giulia Trippetta (Marton), Giacinto Palmarini (Conte) -, che hanno impersonato l’umanità più varia, colorando i sentimenti più semplici e basici di guizzante allegria. Perfetta è la scenografia che si fonda su una struttura girevole che permette entrate ad effetto e nascondimenti, così come briosa è la coreografia che spiazza ma sollazza, risultando calzante per questo testo settecentesco brillante.