“Quando Napoli le dava a tutti”, Franco Esposito ferma le “indelebili emozioni” dello sport partenopeo degli anni Sessanta

“Quando Napoli le dava a tutti”, Franco Esposito ferma le “indelebili emozioni” dello sport partenopeo degli anni Sessanta

Erano in tanti, accomunati dalla passione per lo sport, per Napoli e per il giornalismo: è stata una vera festa il 7 novembre al Circolo Savoia di Santa Lucia, al Borgo Marinari, la presentazione del libro “Quando Napoli le dava a tutti – Quei favolosi anni 60 di sport e di vita fino ai tempi di Diego Maradona” di Franco Esposito, edito da LeVarie. Attorno al cronista per oltre 30 anni inviato del Mattino e poi del Corriere dello Sport, si sono riuniti colleghi e atleti diventati amici e sodali, per aver condiviso orgoglio, sudore ed avventure di un mestiere che porta a percorrere chilometri per essere sempre sul pezzo, per sentire l’odore della polvere e della fatica della conquista di un podio, trasferendo sulla carta odori, sensazioni ed emozioni vissute in prima persona, facendosi ponte tra l’atleta e il tifoso, portando Napoli sempre nel cuore, in un moto di riscatto e di gioia. Gli anni Sessanta raccontati nel libro sono stati un decennio di primati in Basket, Rugby, Pugilato, Judo, Nuoto, Pallanuoto, Ciclismo, Canoa, Vela; nel Calcio, invece, in quel momento c’erano solo tanti “giocatori simbolo”, come Juliano, Sivori ed Altafini. Mentre la città alzava le braccia al cielo per i trionfi sportivi, tanti napoletani partivano con le valigie di cartone legate con lo spago, accolti al Nord come i “terroni” e addirittura in Piemonte come i “Korea”. Eppure, proprio in quel momento, dal sudore di un ring saliva il desiderio di riscatto: era il 1956, Agostino Cossia, partenopeo di Piscinola, dopo un viaggio durato due giorni, ha dovuto subito affrontare il primo incontro ai Giochi Olimpici di Melbourne; non ha vinto, è vero, ma è stato sconfitto ai punti, e non per ko, dal futuro oro olimpico, il sovietico Wladimir Safronov. È il figlio Antonello, attore e regista teatrale, a ricordarlo dopo aver prestato la sua voce ad alcuni passi del libro di Franco Esposito, che in maniera plastica ed appassionata racconta l’epica dello sport all’ombra del Vesuvio. Si legge a pagina 15: “Napoli sportiva gonfia il petto, ma evita di dirlo. Nuota, corre, tira pugni, gioca a pallanuoto, la mette alla grande nel canestro, ai remi è un piacere guardarla e seguirla, smash e rovesci sono anch’essi di qualità, e in bicicletta sfreccia come mai prima e neppure dopo. Il rugby si prende il meglio in Italia. Doppio scudetto della Partenope, e tutti a segnarci con mano mancina. Avanza suggestivo un dubbio. Siamo anche noi un popolo di rugbisti? Memoria esprimiti, hai tutto il tempo del mondo. Il calcio no, affanna e arranca il Napoli. La doppia discesa in serie B nel decennio, poi qualcosa cambia”. Ciò che non cambia è l’emozione, l’emozione palpabile di chi è salito su un podio o ha alzato una coppa e chi quella commozione l’ha raccontata.

Tra le pagine del libro e in platea c’è l’eco dei traguardi di sportivi come Angelo Damiano, Manfredo Fucile, Alessandro Gelormini, Raffaele D’Orazio, Vincenzo Trapanese, Vincenzo Montefusco, Emanuele Liuzzi, Sandro Abbondanza, Canè, Sandro Cuomo, Franco Porzio, Fabiana Lamberti (ultima donna napoletana a partecipare alla Capri-Napoli) e di giornalisti come Antonio Corbo, Antonio Sasso, Gianfranco Coppola, Massimo Corcione. C’è stato anche chi non potendo essere presente ha inviato un video messaggio come Patrizio Oliva, che ha ricordato il passato di Esposito come manager di pugilatori dilettanti e professionisti, e Peppiniello Di Capua, che è intervenuto al telefono. A moderare questo match di ricordi è stato il giornalista Marco Caiazzo, affiancato dal padrone di casa, il presidente del RYCC Savoia Fabrizio Cattaneo della Volta, da Marco Lobasso, giornalista ed editore della partenopea LeVarie che nella sua produzione unisce l’amore per lo sport all’affetto per la sua gente (“Il mondo LeVarie – sottolinea – nasce per la storia del giornalismo sportivo napoletano, la strada più giusta per celebrare i grandi campioni”), e da Mimmo Carratelli, decano dei giornalisti sportivi napoletani, che ha scritto la postfazione del volume, restituendo di Franco Esposito l’immagine calzante di “fantastico rabdomante di storie e protagonisti del golfo azzurro”. “Quando Napoli le dava a tutti – Quei favolosi anni 60 di sport e di vita fino ai tempi di Diego Maradona” (352 pagine, 16 euro) è il libro dedicato “agli atleti di Napoli e della Campania, campioni e semplici praticanti, protagonisti delle mie indelebili emozioni”. Come si legge a pagina 95, in un riferimento alla magia del teatro napoletano di Eduardo e Totò: “prepariamo l’applauso”. Buona lettura!