“They Shall Not Grow Old – Per sempre giovani”, della serie: aver paura non è concesso. Arriva in sala il documentario di Peter Jackson con filmati inediti sulla Prima guerra mondiale, quindi con i volti di chi realmente l’ha combattuta

Aver avuto un nonno che ti ha raccontato della Grande Guerra è un dono speciale. Questo regalo il cineasta neozelandese Peter Jackson lo ha ricambiato con uno tra i più bei lavori visti in occasione del centenario della Prima guerra mondiale. Sarà al cinema il 2, 3 e 4 marzo il documentario “They Shall Not Grow Old – Per sempre giovani” che, con filmati di repertorio originali tratti dall’archivio cinematografico dell’Imperial War Museum, in parte inediti, ed immagini restaurate e colorizzate unite a registrazioni sonore provenienti dagli archivi della Bbc, presenta i volti fanciulleschi di chi è andato in guerra volontario carico della propaganda dell’epoca. È un racconto onesto che fa sentire la polvere calpestata da stivali non adatti al fronte. Ci fa vedere l’entusiasmo e il fervore di scriteriati ideali andati in fumo sotto le bombe di una guerra che in prima linea pretendeva di uccidere senza capirne più il motivo. Sopravvivere era tutto, attaccarsi anche al più piccolo spiraglio di vita significava una possibilità di andare avanti. Chi ti stava affianco gomito a gomito diventava subito il tuo migliore amico. Cibo in scatola scaduto e acido ti placava un bisogno necessario. Aver paura non era concesso. Sul limitare del filo spinato o accecavi o eri accecato. Bisognava avere 19 anni almeno, e invece tantissimi sono partiti che avevano sì e no compiuto 16 anni. Peter Jackson parla dei soldati inglesi e dell’Impero, ma è come se parlasse di tutti coloro che sono andati al fronte nella guerra 1915-1918 indipendentemente dai colori della bandiera. Vedere “They Shall Not Grow Old – Per sempre giovani” con i volti piagati dalle armi è un colpo al cuore, un megafono sull’insensatezza di tutte le guerre. Quanti sono tornati? Quanti, una volta tornati, sono stati ripagati del sacrificio di anni gettati al fango dell’assurdità?

You May Also Like

“Nostalgia” di Mario Martone, la grazia di un sentire concreto

“Karate man”, la forza di non arrendersi

“Quel che conta è il pensiero”, esordio geniale per Luca Zambianchi

“Noi due”, l’autenticità disarmante di un padre e un figlio